Un impegno che continua

Pubblicato: mercoledì, 15 agosto 2018
Vota l\'articolo
0
Vota l\'articolo
0

Scompare Rita Borsellino, la sua eredità è la strada sulla quale continuare a cercare "la verità e non una verità"

RITA BORSELLINO

Rita Borsellino non è più. Aveva 72 anni, era malata da tempo, è deceduta all'ospedale Civico di Palermo. La camera ardente verrà aperta domani a Palermo al centro studio "Borsellino" in via Bernini. I funerali sono previsti per la giornata di venerdì. Così l'ha ricordata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le Sue parole sono quelle nelle quali ci riconosciamo: «Ho appreso - ha scritto Mattarella - con grande tristezza la notizia della scomparsa di Rita Borsellino, alla quale mi legavano sentimenti di vera amicizia e di condivisione. Con coraggio e determinazione, ha raccolto l’insegnamento del fratello Paolo, diventando testimone autorevole e autentica dell’antimafia e punto di riferimento per legalità e impegno per migliaia di giovani. Ai suoi familiari esprimo la mia vicinanza e la più grande solidarietà».A ricordare Rita Borsellino è stata anche l'associazione Libera della quale fu fondatrice con don Luigi Ciotti, ed era oggi presidente onorario: «Ciao Rita ci mancherai molto Rita. E quando a fine 1994 mi chiamò don Ciotti per aderire a Libera - rammentò un giorno Rita Borsellino - cambiò la mia vita. Io che non avevo viaggiato mai da sola, cominciai un lungo giro d'Europa per parlare di legalità. Ciao Rita - scrive Libera - è stato bello camminare insieme, grazie per la Tua gentilezza, per il Tuo coraggio, per la Tua voglia di combattere. Ci mancherai molto Rita. Ci mancheranno le Tue parole, la Tua passione, la Tua sete di vita. E ricordandoti cercheremo di essere anche noi un po' più vivi». Le sue ultime parole sono state raccolte da tanti proprio lo scorso 19 luglio in occasione del 26° anniversario della strage mafiosa di via D'Amelio in cui morirono il procuratore aggiunto Paolo Borsellino ed i suoi agenti di scorta, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli. C'è una intervista realizzata dal giornalista Fabrizio Feo per il Tg3, vi proponiamo il video, siamo grati al collega Feo per quel servizio che oggi rappresenta il testamento di Rita Borsellino, c'è la voce di Rita Borsellino che resterà per sempre, le sue parole dedicate ai tanti giovani arrivati sul luogo di quella strage: «Lo diciamo da un bel po', sulla strage di via D'Amelio manca la volontà di far venire fuori la verità, perché la verità c'è. Qualcuno la sa, molti lo sanno e se non viene fuori è perché forse non c'è una richiesta sufficientemente forte... La società deve pretenderla la verità: Ora basta, abbiamo avuto troppa pazienza e forse troppa tolleranza. Voglio la verità, non è possibile che non si trovi, ci dicano perché non deve venire fuori...E giustizia non ce n’è non ce n’è perché non se ne è voluta, allora il messaggio sia questo: vogliamo la giustizia e, siccome è una cosa realizzabile, realizziamola».Fabrizio Feo raccolse la sua voce quando Rita Borsellino parlò dell'albero di Ulivo piantato sul luogo della strage: «E' stato piantato come segno di Pace, deve diventare segno di Giustizia, deve diventare segno di verità». «Se n’è andata Rita Borsellino - ha scritto su La Stampa.it il giornalista Francesco La Licata - La combattente, testimonial del Movimento antimafia, ha perso la sua battaglia contro la malattia dopo una lunga sofferenza vissuta con estrema dignità e senza mai cedere di un millimetro ai suoi doveri di donna impegnata in politica. Rita non era soltanto la sorella di Paolo Borsellino. Per lunghi anni è stata, insieme con la famiglia e con le forze progressiste, il vessillo di un intero popolo in lotta contro il giogo della mafia e della corruzione. Fu lei, mentre ancora non si erano spente le fiamme provocate dal tritolo mafioso in via D’Amelio, a caricarsi sulla spalle l’impegno di tenere alta la memoria delle vittime di Cosa nostra e l’onere di avviare un processo di educazione alla legalità che potesse affrancare le nuove generazioni dal giogo dell’illegalità». Noi la ricordiamo come seppe essere vicino alla militanza antimafia della provincia di Trapani, da attivista di Libera e da deputato regionale, quale fu tra il 2006 e il 2008 (quando la Sicilia preferì Totò Cuffaro a lei nella corsa a presidente della Regione) ed infine da europarlamentare del Pd dal 2009 al 2014. Un legame con Trapani che oggi solo la morte ha spezzato. Quando nel gennaio 2014 un gruppo numeroso di associazioni e movimenti politici seppe organizzare una "agorà" per gridare ad alta voce il No di Trapani alla mafia, iniziativa che qualcuno si adoperò subito per demolire, Rita Borsellino fece avere la sua voce, impossibilitata a partecipare per gli impegni all'interno del Parlamento di Strasburgo. Ci piace oggi riproporvi anche questo Suo scritto: «Mi spiace non essere lì con voi, ma pur lontana, voglio esprimere il mio sostegno personale e quello del movimento Un’altra Storia, all’iniziativa “Trapani dice di No”. Mi stringo attorno ai magistrati e giudici del Tribunale di Trapani oggetto di pesanti atti intimidatori nel recente periodo che vanno tutelati e difesi con forza e determinazione perché mai restino soli ad affrontare la ricerca della verità e della giustizia. Mi auguro che le istituzioni prestino la dovuta attenzione alla realtà di Trapani dove la mafia ha lasciato in passato e ancora oggi continua purtroppo a lasciare segni pesanti della sua presenza mantenendo irrisolte vicende ancora indecifrabili. Sono certa che la solidarietà della gente verso chi ogni giorno – come i magistrati - compie il proprio dovere per combattere la criminalità organizzata, la partecipazione civile e l’impegno quotidiano di ogni cittadino possano restituire dignità civile e riscatto culturale al territorio»Sono parole che oggi vogliamo che siano lette dai cittadini trapanesi, offrendo loro letture vere e reali su cos'è l'antimafia e su cosa è oggi la mafia che dalle nostre parti trova sempre qualcuno pronto a spargere fango.

La camera ardente per un ultimo saluto a Rita Borsellino sarà allestita presso la Casa della memoria operante del Centro studi Paolo Borsellino a partire da giovedì 16 agosto dalle 11.00 alle 20.00 e venerdì dalle 7.00 alle 9.00 (via Bernini n. 52 – Palermo). Le esequie si terranno venerdì 17 agosto alle ore 11.30 presso la Chiesa “Madonna della Provvidenza-Don Orione” di via Ammiraglio Rizzo. Consapevoli che il lungo ed instancabile impegno di Rita Borsellino verso una società di giustizia è stato riferimento per tante persone - soprattutto giovani ragazzi – i figli Claudio, Cecilia e Marta, rendono noto che per chi volesse lasciare un segno della propria vicinanza è possibile sostenere i progetti del Centro studi “Paolo Borsellino”, associazione che Rita ha fondato e della quale è stata Presidente sino alla fine, affinché il suo impegno possa continuare ad essere operante. E’ possibile devolvere il contributo presso la camera ardente o tramite bonifico bancario all’iban IT57O0501804600000000152801 (causale: In memoria di Rita Borsellino)

STRAGE VIA D’AMELIO, INTERVISTA A RITA BORSELLINO

Giovedì Palermo si fermerà per ricordare Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio 1992. Per il Tg3 delle 19 del 16 luglio 2018, Fabrizio Feo ha incontrato la sorella Rita, che torna a chiedere verità per la strage di via D'Amelio, su cui, anche secondo i giudici, è stato messo in piedi "uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana".

Pubblicato da Tg3 su Lunedì 16 luglio 2018
Letto 1570 volte.

Clicca QUI per lasciare un commento o usa il social plugin di Facebook

XHTML: Puoi usare i seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>