Intervista a Tiziana Pugliesi: “Fare risorgere la nostra terra e avere, finalmente, ciò che meritiamo”

Pubblicato: mercoledì, 21 febbraio 2018
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ALCAMO. Abbiamo intervistato la candidata del centro destra nel collegio uninominale per la Camera dei Deputati l'alcamese Tiziana Pugliesi. Con lei abbiamo parlato del clima che si respira in questa tornata elettorale, delle sue radici politiche, degli alleati e delle proposte se eletta.

Una campagna elettorale dai toni forti, lei che profilo sta tenendo?

"Tengo il profilo che mi è sempre appartenuto, quello del dialogo sereno e costruttivo nell'interesse della comunità. Io credo che gridare ed inveire gratuitamente contro gli avversari abbia stancato la gente, che è stanca della protesta sterile, ma vuole soluzioni concrete".

Come è nata la sua candidatura?

"E’ nata dall’esigenza di rappresentare in concreto e da protagonista la comunità politica e territoriale cui appartengo, assumendo personalmente la responsabilità e l'impegno di dare risposte concrete alla gente per poter risollevare questo territorio così martoriato".

Una candidatura in un centro destra in cui ci sono tante anime, la sua a chi è più vicina?

"La proposta a candidarmi è arrivata dal mio amico di sempre Livio Marrocco, Dirigente Nazionale del Movimento Nazionale per la Sovranità di Gianni Alemanno. A lui mi lega proprio un comune sentire ed una comune radice di provenienza. Ho avuto una sola breve parentesi politica quando ho ricoperto l’incarico di Presidente del Circolo di Alcamo di AN prima che il partito sia stato sciolto".

Come l’ha influenzata la tradizione familiare di Destra?

"La tradizione familiare non influenza ma forma, ti fa diventare la donna o l'uomo che scegli di voler essere. Questa educazione mi ha portato a condividere una visione del mondo e della vita che coincide con i valori del rispetto della dignità umana, della vita, del lavoro e del merito come unico criterio distintivo delle persone, della tradizione ma anche della modernità. Questi sono per me gli ideali che permeano l'intera esistenza di una persona".

Si dice che lei sia appoggiata anche da persone vicine al mondo del centro sinistra, se è vero, come mai?

"L’unica cosa positiva che ha introdotto questa legge elettorale è la possibilità di scegliere il deputato che ci rappresenti attraverso l’uninominale. Cosa questa che da alle persone la facoltà di valutare il candidato anche al di là dello schieramento che lo propone. Penso che sia proprio questo che sta accadendo con me. Se persone di estrazione politica e culturale diversa hanno deciso di darmi la loro fiducia significa che attraverso la mia persona si è riusciti finalmente ad aggregare e non a dividere nell'obiettivo comune che è il bene di tutto il nostro territorio".

Fra le sigle che l’appoggiano c’é anche quella della lega di Salvini, movimento considerato “estremista” e i cui esponenti, in primis Salvini, non hanno avuto certo parole tenere per il Sud. Come conciliare il suo essere siciliana con l’appoggio della Lega?

"La lega di Salvini non è la Lega di Bossi. Due realtà esattamente all’opposto. Salvini da più di 5 anni ha cambiato pelle alla Lega trasformandola in partito nazionale, il suo slogan “Prima gli Italiani”è talmente chiaro da raccogliere consensi in ogni dove. Inoltre ha un programma, dall’abolizione della legge Fornero alla flat tax, talmente interessante da diventare punto di riferimento per tutto il centro destra. In questo quadro un siciliano, come un calabrese o un sardo, sono assolutamente parte del progetto della Lega nazionale di Salvini. Non c’è nulla da conciliare, c’è solo da lavorare per il bene della propria terra!".

In quale campo si spenderà?

"Se la mia gente mi accorderà la fiducia sarò presente in ogni campo sarà necessario per difendere l’interesse di questo territorio, non può esserci un limite ne un primato su un altro, ma un unico obiettivo: fare risorgere la nostra terra e avere, finalmente, ciò che meritiamo".

Una iniziativa che porterà avanti se sarà eletta?

"Sicuramente una delle prime sarà a difesa del nostro made in Sicily, dei prodotti della nostra agricoltura che vengono quotidianamente attaccati dai prodotti stranieri per colpa di una Europa che difende le multinazionali a scapito delle nostre eccellenze".

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