E siamo nel 2018

Sull’anno che è arrivato la pensiamo in questa maniera

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha cercato ieri sera di indicare la strada per il nuovo anno, parlando sopratutto alla classe politica alla quale ha chiesto rispetto per i cittadini. Ed ai cittadini ha ricordato che con il diritto al voto detengono l’unico vero potere della democrazia, garanzia di libertà. Non a caso il Capo dello Stato ha parlato alle donne e agli uomini della politica considerato che il 2018 sarà l’anno che da subito viene segnato dalla campagna elettorale. Anzi , dobbiamo usare il plurale, dalle campagne elettorali se guardiamo anche alla nostra provincia. Si comincerà a marzo con il voto per il rinnovo del Parlamento e si proseguirà in primavera con il voto per le amministrative. A Trapani torneremo alle urne dopo che l’anno scorso un concorrente alle elezioni, colto con le mani nella marmellata, ha deciso di sottrarsi al giudizio elettorale, al giudizio di quei cittadini che lui diceva di avere a cuore, mandando in tilt il voto per il ballottaggio. Ma si voterà anche a Favignana, Paceco e Valderice. E quindi il richiamo al senso di responsabilità e al rispetto delle Istituzioni è stato dovuto e quanto mai opportuno. Non vogliamo sostituirci a Cassandra, ma abbiamo l’impressione che tra qualche ora le parole del presidente Mattarella andranno subito nel dimenticatoio. Ma non per colpa dei politici. Sarà solo colpa di Noi cittadini, che restiamo incapaci a ben vigilare sull’operato dei nostri politici, a qualsiasi livello. Siamo e restiamo sempre alla ricerca di una scorciatoia che ci aiuti a risolvere i nostri problemi, scavalcando la fila. E ovviamente il politico scaltro che vuol sempre guadagnare qualcosa per se è lì pronto a braccia aperte. Lo vediamo nelle nostre città. Trapani in testa. Trapani oggi ci appare una città più che mai ferma, bloccata, in attesa del “padrone” di turno che ci venga a dire cosa fare. Oggi abbiamo un commissario straordinario, il dottore Francesco Messineo, che preferisce restare rinchiuso nel suo palazzo, e che ci pare abbia buone ragione per farlo. Non lo dovrebbe fare, ma ci rendiamo conto che gli interlocutori seri gli manchino. I trapanesi lo hanno da subito considerato come una sorta di invasore, il commissario ha commesso un grave errore e cioè quello di intendere il suo ruolo quello di un commissario ad acta (di quelli incaricati ad occuparsi di ordinaria amministrazione e temi specifici) e non quello di un commissario straordinario con pieni poteri di amministrare la città. Dinanzi all’atteggiamento della città, ostile, il commissario Messineo avrebbe dovuto provare a guadagnarsi il consenso della piazza. Se la città oggi è ferma in attesa del padrone di turno che si presenti la colpa l’ha anche Messineo che non ha provato a scrollare i trapanesi, il cui ultimo problema era quello degli addobbi natalizi e Messineo dopo aver tolto i soldi ad un paio di iniziative li ha accontentati con il magnifico albero di Natale. E tutti felici e contenti sono andati a ballare a piazza Municipio. Messineo alla storia di Trapani passerà come l’amministratore che ci ha regalato il più alto albero di Natale che la città possa ricordare. Nel resto della provincia non vediamo amministratori che particolarmente possano brillare come vere e proprie stelle. Ci dicono che va tutto bene ad Alcamo, ma se andiamo a scavare anche lì qualcosa fuori posto la si trova, troppo vicino all’amministrazione ci sembrano essere soggetti (al maschile e al femminile) che in passato hanno spalleggiato personaggi poco onorevoli o anche poco senatori… ed anche le mogli di qualche mafioso locale. Favignana brilla sulla stampa ma deve fare i conti con un via vai di fascicoli dall’isola verso il Palazzo di Giustizia. Valderice ha un buon sindaco al quale però manca quel mordente in più e così per le prossime elezioni si dice che vecchi fantasmi possano rimaterializzarsi. Per fortuna nel 2018 non dovremmo più avere a che fare con politici sciocchi e inguardabili, da qualche parte della nostra provincia , a Castelvetrano, uno scioglimento ha reso onore a cittadini onesti e messo da parte chi ha solo saputo accumulare un pesante fardello di immoralità, al di là di ogni fatto penale che pure possono non aver commesso. Ma siamo sicuri troveranno appigli per dire di non aver colpe morali da scontare.  Ci preoccupa che anche nel 2018 certa musica non cambierà. Qualcuno ha deciso di cominciare l’anno con la solita solfa dell’antimafia che è peggio della mafia. Ovviamente Cosa nostra ieri notte ha stappato le sue bottiglie di champagne anche per dare loro il bentornato, o il ben ritrovati. Il presidente Mattarella ce lo ha detto chiaramente: il nostro è un Paese che vive nel risentimento, e dalle nostre parti il risentimento resta rivolto a chi fa il proprio dovere , rispettando la  Costituzione che ha 70 anni ma resta moderna. In questa nostra terra non ha vita facile chi lavora per difendere democrazia e libertà. Il Paese solidale come lo ha chiamato Mattarella è anche il nostro auspicio per la nostra terra in questo primo giorno dell’anno e per i 365 a seguire. E così se vi pare. Buon anno.

Riceviamo e pubblichiamo nota del Sindaco di Alcamo Domenico Surdi:

“Ieri primo gennaio sul quotidiano on line Alqamah è stato pubblicato un pezzo del direttore Rino Giacalone che, prendendo spunto dal discorso di fine anno del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha fatto una disamina sulla situazione politico/amministrativa della Provincia di Trapani. In particolare per quanto riguarda Alcamo leggiamo “Ci dicono che va tutto bene ad Alcamo, ma se andiamo a scavare anche lì qualcosa fuori posto la si trova, troppo vicino all’amministrazione ci sembrano essere soggetti (al maschile e al femminile) che in passato hanno spalleggiato personaggi poco onorevoli o anche poco senatori… ed anche le mogli di qualche mafioso locale”.

“Al riguardo il Sindaco della Città di Alcamo, Domenico Surdi replica “gravissime le esternazioni del direttore di Alqamah sul numero del 1 Gennaio. Le illazioni su asserite vicinanze all’Amministrazione di personaggi discutibili o addirittura vicini a mafiosi locali lascia davvero di stucco. A questo punto, al fine di tutelare la mia città, la mia Amministrazione, la mia onorabilità, chiedo al Direttore di diffondere pubblicamente i nomi a cui si riferisce”.
Arriva la replica anche del Movimento 5 Stelle di Alcamo, pubblichiamo:
“Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Alcamo vuole esprimere il proprio sconcerto, a tutela dell’immagine della Città di Alcamo e dell’amministrazione comunale, per le frasi utilizzate dal Direttore Giacalone del quotidiano online Alqamah. Nell’articolo datato 01/01/18 (http://www.alqamah.it/2018/01/01/e-siamo-nel-2018/) a firma del Direttore Rino Giacalone, si legge “Ci dicono che va tutto bene ad Alcamo, ma se andiamo a scavare anche lì qualcosa fuori posto la si trova, troppo vicino all’amministrazione ci sembrano essere soggetti (al maschile e al femminile) che in passato hanno spalleggiato personaggi poco onorevoli o anche poco senatori… ed anche le mogli di qualche mafioso locale”.
L’intero gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle si unisce alla replica già avanzata dal Sindaco Domenico Surdi e pertanto chiede allo stesso Direttore Giacalone di pubblicare i nomi dei soggetti a cui si riferisce nell’articolo succitato.
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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.