“Casa degli orrori”, gli arrestati non rispondono al GIP. “Torture difficili da immaginare”

Pubblicato: sabato, 2 dicembre 2017
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CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i quattro arrestati durante l’operazione denominata “Casa degli orrori”, operazione che ha permesso di scoprire maltrattamenti e minacce nella casa di cura “Rosanna” di via Segesta a Castellammare del Golfo.

Il GIP Caterina Brignone ha confermato il carcere per i 4 arrestati e, almeno per adesso, sono esclusi gli arresti domiciliari. Cosa che probabilmente i legali difensori degli indagati chiederanno nei prossimi giorni.

Il GIP nell’ordinanza di arresto nei confronti di Matteo Cerni, Rosanna Galatioto, Anna Maria Bosco, e Marianna Rizzo, quest’ultima pregiudicata per omicidio colposo ed omissione di soccorso, scrive di “torture difficili da immaginare”. Si tratta, secondo il Giudice per le Indagini Preliminari, di “trattamenti disumani e degradanti che si spingono a forme di deprivazione sensoriale tipiche della vera e propria tortura.” In particolare si accanivano nei confronti di una 90enne malata e non autosufficiente che spesso urlava e cercava di porre un freno alle violenze che, per paura, non raccontava ai figli e ai nipoti. A distanza di qualche giorno però l’anziana sta lentamente raccontando tutte le violenze subite dalle aguzzine. Infatti le operatrici della struttura, come raccontato dai parenti degli anziani, stavano bene attente a non lasciare mai soli gli anziani con i loro parenti, proprio per evitare che potessero raccontare tutto.

Contro i quattro arrestati non ci sono solo i video a testimoniare le violenze subite dagli anziani nella casa di cura lager “Rosanna”, ma anche altre intercettazioni. A pochi giorni dagli arresti la città è ancora sotto shock. Lo stesso GIP ha definito quello all’interno della struttura un “clima di brutalità”. Clima però che non traspariva dalle foto e dai video pubblicati sulla loro pagina facebook. Per il GIP, quindi, non bastano gli arresti domiciliari.

In uno dei tanti casi di violenze intercettati dai carabinieri, emerge la punizione inflitta ad un’anziana signora accusata di “aver sputato per terra”. L’anziana veniva costretta a pulire il pavimento tra urla e schiaffi: “così ti insegni a sputare per terra […] L’acchiappamu (la prendiamo, ndr) pi li capiddi (capelli, ndr) e la facimu stuiare (pulire, ndr)”. Una violenza verbale e fisica inaudita che provocava le urla, inutili, dell’anziana donna che portavano ad aumentare la violenza nei suoi confronti. Quando gli anziani si agitavano o cercavano di ribellarsi venivano legati alle sedie come testimoniano le immagini video. Oltre a docce ghiacciate per gli anziani che secondo loro “non ubbidivano”: “La doccia ghiacciata ti faccio, hai capito? Così vediamo se lo capisci” – si sente in una intercettazione.

Tutti e quattro gli indagati devono rispondere di "sequestro di persona aggravato in concorso, violenza privata pluriaggravata continuata in concorso e maltrattamenti aggravati contro familiari e conviventi in concorso".

Oggi nella casa di cura vivono ancora 14 anziani accuditi da operatrici esterne nominate dalla procura di Trapani.

 
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