Paolo Ruggirello: “Birgi? Non solo turismo, ma anche tratta sociale per chi studia”

Pubblicato: giovedì, 2 novembre 2017
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TRAPANI. “Governare significa impegnarsi per risolvere i problemi e porre le basi di un rilancio, ma è difficile trovare soluzioni quando chi è demandato a governare dimostra a parte incapacità anche l'assenza di una piena consapevolezza di tutto quello che lo circonda”. Sui temi dell'economia e del lavoro esordisce così l'on. Paolo Ruggirello, candidato nella lista del Pd per le prossime elezioni regionali.

“E' davanti a tutti noi lo scenario trapanese così carico di potenzialità ma altrettanto ricco di inadempienze. Oggi - dice l'on. Ruggirello - non c'è settore che non viva le problematiche in termini di emergenza, ma questo perchè le crisi di comparto seriamente non sono state mai affrontate dai Governi. Scontiamo ritardi atavici, da decenni i governi hanno affrontato le tematiche trapanesi con interventi tipici dei pannicelli caldi, pensando di risolvere tutto con l'assistenzialismo mentre invece l'economia, le nostre imprese hanno bisogno solo di semplici incentivi per sbloccare gli investimenti dei privati”.

Negli enti pubblici si vivono pesanti contraddizioni: “Abbiamo da una parte aree di sosta dove sono concentrati per esempio i tanti precari da decenni in attesa di stabilizzazioni e usati pericolosamente come aree di raccolta elettorale, mentre la pubblica amministrazione registra pericolosi vuoti che mettono a rischio l'efficienza della macchina burocratica. In queste settimane di campagna elettorale ho toccato con mano le difficoltà di molti giovani e meno giovani che dopo avere studiato sono alla ricerca di un lavoro e vivono nel precariato. Ho avuto modo di parlare con imprenditori, artigiani, con le categorie produttive della Provincia che si sono ritrovati al collasso, impossibilitati a fare impresa per non ricevere le risposte dovute dagli uffici pubblici ad ogni livello. Ho raccolto le loro storie facendole mie. Si tratta di un problema inderogabile e del quale mi sono fatto carico”. “Non possiamo parlare di rilancio dell'intervento privato, non possiamo parlare di project financing, se alle imprese non mettiamo a disposizione un efficiente apparato burocratico da quello nazionale a quello regionale sino a quello periferico del più piccolo dei Comuni”.

Questo ha ribadito l’on. Paolo Ruggirello, candidato all’Ars, nel corso di una serie di incontri che lo hanno visto confrontarsi con giovani disoccupati ma anche con imprenditori di alcuni tra i settori trainanti dell’economia di questa Provincia: Turismo, Agricoltura, Edilizia, Pesca.

“C’è bisogno di rimettere il lavoro al centro dell’impegno politico. Il lavoro che non c’è – ha evidenziato l’on Ruggirello - è una ingiustizia sociale che toglie dignità alla persona. Il lavoro è la prima motivazione che potrà spingere i nostri giovani a impegnarsi e sentirsi parte di una comunità. A questo punto solo un grande piano per l’occupazione potrà ridare fiducia nella classe dirigente politica e speranza per un futuro migliore”.

“Non possiamo permettere che i nostri giovani vadano via dalla Sicilia. La politica deve impegnarsi a farsi portavoce dei bisogni primari della gente. Io mi impegno a farmi portavoce di questi bisogni”.

Poi ancora l’accento sull’aeroporto di Birgi. “Non serve solo per il Turismo, ma serve anche come tratta sociale per chi studia e per chi da questa Provincia si sposta per lavoro, serve alle imprese per esportare le proprie produzioni, insieme dobbiamo cercare le soluzioni perché questo aeroporto diventi ancora di più volano per una economia così asfittica com’è quella di Trapani”.

E ancora. “Parlare di aeroporto come cosa scissa dalle tematiche portuali, dal sistema stradale e autostradale significa commettere un ulteriore errore. Bisogna affrontare il tema del trasporto nel suo insieme, le risorse ci sono, sbloccate di recente dai Governi nazionali, governare la Sicilia significa avere capacità a intercettare questi fondi. E a proposito di fondi non possiamo mettere nel dimenticatoio quelli che arrivano dall'Unione europea, dimostrare in quest'ultimo caso incapacità alla spesa significa perdere per sempre questi finanziamenti, l'Unione europea è pronta a destinarli ai paesi dell'est europeo, non possiamo permetterci di perdere queste risorse. Servono programmi quindi non interventi solo per affrontare le emergenze che risolte sono destinate a ripresentarsi senza seria programmazione”.

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