Fuga dal carcere

Pubblicato: sabato, 28 ottobre 2017
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Evasione vecchio stile dal carcere di Favignana, in tre segano le sbarre della cella e si calano dalle mura del penitenziario annodando le lenzuola

In tre la scorsa notte sono fuggiti dal carcere di Favignana. Sono l'ergastolano Adriano Avolese, di Pachino (Siracusa), Giuseppe Scardino e Massimo Mangione (nelle foto), di Vittoria (Ragusa) che dovevano scontare pene detentive rispettivamente sino al 2032 e 2037. I tre attorno alle 3 della scorsa notte sono fuggiti via dalla cella segando le sbarre della cella, poi hanno raggiunto le mura del carcere calandosi dall'alto verso l'esterno annodando le lenzuola. La fuga è stata scoperta dagli agenti della polizia penitenziaria solo stamattina durante le normali procedure di controllo. Sull'isola è cominciata una serrata caccia ai tre ma non è da escludere che il piano di fuga fosse stato preparato da tempo e all'esterno poteva esserci qualcuno ad attenderli per proseguire via mare la fuga magari con l'uso di un gommone. I tre fuggitivi sono ritenuti soggetti parecchio pericolosi. Adriano Avolese è tra io condannati per la morte di Sebastiano De Rosa, ucciso a Pachino nel novembre del 2002. Per lo stesso delitto è stato condannato all'ergastolo il fratello di Adriano Avolese, Giuseppe, a 25 anni, e il loro genitore Mario Avolese, all'ergastolo. Nonchè a 30 anni Dino Lentinello. L’omicidio avvenne all”interno dell’abitazione degli Avolese dove Sebastiano venne attirato con una scusa. Alla base dell’uccisione, secondo gli inquirenti , vi sarebbe stata una vendetta nei confronti del fratello di Sebastiano di Rosa, Salvatore il quale avrebbe insidiato la moglie  di Adriano Avolese. Giuseppe Scardino fu arrestato nel novembre 2015 dai poliziotti della Squadra Mobile di Ragusa, un pluripregiudicato condannato per rapine contro banche, uffici postali e portavalori, contro di lui l'accusa del tentato omicidio di due poliziotti. Massimo Mangione deve scontare una condanna a 25 anni per essere tra gli autori di una sparatoria avvenuta il 15 agosto 2007, quando venne riconosciuto fra la gente da due poliziotti fuori servizio. Durante la fuga ancora esplodendo colpi di pistola restò ferita la moglie di un consigliere comunale di Vittoria.

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