Ottocento visitatori, le giornate FAI Alcamo concludono con gran successo di pubblico

Pubblicato: martedì, 17 ottobre 2017
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ALCAMO. Tra passeggiate e abili ciceroni, tra scorci, inattese vedute e tra disegni e artisti, domenica 15 ottobre si sono concluse le giornate autunnali del FAI . Giornate scandite da attimi irripetibili in cui l’antico quartiere di “Santo Vituzzo” è stato attraversato da ben ottocento visitatori, invitati a tracciare un percorso che li avrebbe condotti presso tre singolari mete. Prima fra tutte la Chiesa dell’Annunziata, opera architettonica dalla straordinaria bellezza che - come ricorda una delle organizzatrici dell’evento, l’architetto Valeria Ingrao - pare sia stata la meta più visitata. Tuttavia il cuore pulsante dell’evento è stato sin da subito la Fontana Araba, dalla quale ha preso spunto il nome stesso della manifestazione: “Il Suono dell’Acqua”. Un suono che avrebbe accompagnato il visitatore anche in quella che è stata la terza e ultima meta della passeggiata tracciata dal FAI, il Santuario della Madonna dei Miracoli. Ma perché sollevare l’attenzione proprio su questi spazi? A fornirci una risposta è stato Liborio Ferrara, Capo gruppo FAI Alcamo, il quale ricorda come troppo spesso ci capiti di attraversare in tutta fretta questi luoghi senza renderci conto della loro importanza, del loro valore artistico, della loro unicità. Ed è proprio da questa disattenzione che prende piede l’intervento del FAI, nel tentativo di mettere in risalto ciò che ai più è oscuro e può sembrare addirittura impenetrabile, ignari come si è della lunga e antica storia che tali spazi conservano. Uno degli elementi che ha senz’altro contraddistinto queste giornate all’insegna dell’arte, della cultura e della memoria, è stato la collaborazione con le scuole, dunque con gli studenti “ciceroni per qualche giorno”, nonché momenti ideati ad hoc per i più piccoli. Quanto, infine, a potenziali progetti futuri, l’architetto Ingrao ha sottolineato come si stia già cominciando a lavorare sull’apertura di spazi perlopiù privati, luoghi tendenzialmente non praticabili ma di rilevante interesse culturale e proprio per questo meritevoli di essere altrettanto portati all’attenzione dei cittadini.

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