L’amico di Epifanio

Pubblicato: venerdì, 29 settembre 2017
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Palermo, in manette boss di San Lorenzo

Colpo a Cosa nostra di Palermo. Questa mattina i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato Giulio Caporrimo. L'uomo deve scontare 4 anni e 7 mesi per reati di mafia ed estorsione. A febbraio il boss del mandamento di San Lorenzo era stato scarcerato per fine pena, dopo avere scontato oltre sei anni. Sebbene fosse stato condannato a 10 anni, i suoi legali erano riusciti a far calcolare il cosiddetto "cumulo" fra piu' pene, ottenendo il ritorno in liberta' del boss. Caporrimo, uscito dal carcere ad aprile 2010, dopo avere scontato un'altra lunga condanna per mafia, era tornato ad essere il nuovo capo della cosca di San Lorenzo. Per questo i carabinieri avevano ripreso a monitorarlo, fino al momento del nuovo arresto, avvenuto a novembre 2011, quando fu eseguito un ordine di custodia cautelare nei confronti di 36 persone, ritenute appartenenti ai clan di San Lorenzo, Passo di Rigano e Brancaccio. Avrebbe dovuto "ristrutturare" Cosa nostra a Palermo e per questo organizzo' un grande vertice a Villa Pensabene, il 7 febbraio 2011. Fedelissimo dei boss di Tommaso Natale Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Caporrimo aveva intessuto rapporti con i mafiosi di Trapani (provincia di cui e' originario il superlatitante di Castelvetrano Matteo Messina Denaro) dopo essere stato a lungo in cella con Epifanio Agate, figlio di Mariano, capomafia di Mazara del Vallo. Sempre in carcere, Caporrimo aveva allacciato rapporti pure con la ndrangheta calabrese, con i mafiosi pugliesi e con i "napoletani appartenenti agli amici nostri", cioe' a Cosa nostra campana, da tenere ben distinta, nel suo linguaggio, dagli "scissionisti di Scampia".
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