Annullato il decreto di estinzione delle Ipab: continua l’incubo dei lavoratori del Regina Elena di Castellammare del Golfo

Pubblicato: sabato, 9 settembre 2017
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CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Novantaquattro mesi senza stipendio, anni di delusioni e vane speranze. E’ questo l’incubo in cui versano i lavoratori dell’ Ipab Regina Elena di Castellammare del Golfo.

La gestione delle Ipab, è ormai diventato un problema per tutta la Sicilia, ma come abbiamo già visto in tanti altri casi siciliani come quello della sanità pubblica o della formazione professionale, non c’è stata alcuna volontà politica nel trovare soluzioni efficaci se non quelle di peggiorare le condizioni esistenti.

Uno scarica barile reciproco tra Comuni, Regione e interessi politici, senza alcuna programmazione e prospettiva futura. Per la verità alcune Ipab hanno trovato delle soluzioni grazie ad amministrazioni locali lungimiranti e un supporto del territorio, altre sono state, proprio come nel film di Pietro Germi, “sedotte” fin quando erano utili e poi abbandonate. Debiti pregressi e personale in stato di agitazione è questa la situazione attuale per molte strutture.

Nei giorni scorsi è stata pubblicata la sentenza del Tar che annulla il decreto regionale di estinzione delle Opere Pie, impugnato da quasi tutti i comuni siciliani. Tra questi c’è anche il Regina Elena di Castellammare del Golfo.

La prima reazione è del sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola, è questa: «La sentenza emessa dal Tar che si è pronunciato accogliendo il nostro ricorso sul decreto di estinzione dell’Ipab “Regina Elena e Vittorio Emanuele II”, evidenzia l’inopportunità del provvedimento del presidente della Regione che, noncurante di metterli in serissima difficoltà, intendeva attribuire ai Comuni siciliani debiti ed il personale degli Istituti di pubblica assistenza, senza alcuna assunzione di responsabilità: sia nei confronti dell’Ente locale che dei lavoratori».

In sostanza né il Comune né la Regione mostrano interesse e volontà nel trovare soluzioni concrete, lasciando di fatto in balia delle onde, strutture, lavoratori e servizi. Ieri, il Commissario del Regina Elena di Castellammare del Golfo, Leonardo Militello, ha convocato un incontro con i sindacati, al quale nessuno si è presentato.  Sembra che a nessuno importi qualcosa. Eppure i lavoratori sono lì e la struttura è presente. In un Comune come quello di Castellammare del Golfo, potrebbe essere riadoperata per molteplici servizi da quelli assistenziali, alla gestione migranti o in campo turistico.

In tutti questi anni i lavoratori dell’Ente hanno anche provato più volte ad impegnarsi in attività proposte all’Ipab, ma queste si sono sempre rivelate un buco nell’acqua e spesso delle amare delusioni. Mettendo il passato da parte, fatto di menzogne, bugie, interessi politici sulla pelle dei lavoratori, ad oggi, per risollevare l’ente occorrerebbero delle attività. Ma occorrono proposte, idee ed una governance che non possono arrivare solamente dai dipendenti, ma da tutto il territorio. Stavolta l’appello dei lavoratori, sebbene stanchi ed esasperati, è rivolto a tutti, al Sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola e ai parlamentari del territorio. La domanda è sempre la stessa: quale sarà il futuro dell’Ente e il destino dei lavoratori? Domanda per la quale ad oggi non perviene nessuna risposta concreta e sincera.

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