Chiesto il processo per la morte nel B&B

Pubblicato: mercoledì, 16 agosto 2017
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"La Procura per il rinvio a giudizio di quattro persone"

La Procura di Trapani ha chiesto il rinvio a giudizio di Benedetta e Antonino Serafico, Bartolomeo Altese e Tuzza Augugliaro per la morte che risale proprio a un anno addietro del turista toscano Fabio Maccheroni, 43 anni, e per le grave lesioni subite da un altro turista, il pisano Alessio Menicucci di 37 anni. Tutti e due erano ospiti del B&B “Orchidea”, allocato nella zona del porto, in centro storico. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 18 settembre. Secondo quanto emerso dalle indagini il B&B era privo di autorizzazioni all’uso di tutti e tre piani dell’edificio, il panificio funzionava al piano terra dell’edificio, le esalazioni fuoriuscite da una canna fumaria mal funzionante sono state mortali.Gli indagati sono i titolari del B&B “Orchidea”: Benedetta Serafico che gestiva la struttura di proprietà dei genitori, anche loro indagati, Antonino Serafico e Tuzza Augugliaro. Indagato ancora Bartolomeo Altese, titolare del panificio che si trova a piano terra dell’edificio. Le indagini coordinate dal pm Rosanna Penna sono state condotte dai carabinieri comandati dal capitano Livio Luperi e dal tenente Francesco Berloni, grazie ad una serie di consulenze (Arpa, agenzia regionale per l’ambiente, professore Antonio Barcellona della facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo, ingegnere chimico Fabio D’Agostino del Cnr, nucleo Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico dei Vigili del Fuoco), hanno permesso di appurare circostanze incredibili.

Quel forte odore nauseabondo provocato dalle esalazioni provenienti dal forno era stato già avvertito da altri turisti e dalla stessa titolare della struttura ricettiva, tanto che la stanza al terzo piano, quella dove alloggiarono le due vittime, non era solitamente affittata. Nel B&B giorni prima avevano alloggiato, nella notte del 7 agosto, due turiste di Ancona, in un appartamento al secondo piano, a causa dei cattivi odori si erano però sentite male e lasciata la struttura avevano pubblicato contro il B&B una negativa recensione. Il malore però non degenerò fortunatamente per loro, perché il forno stava lavorando a regime normale e quindi le esalazioni di monossido non avevano un’alta concentrazione. Quando Maccheroni e Menicucci la vigilia di ferragosto arrivarono nel B&B chiesero alla titolare di cambiare stanza perché era stato dato loro un appartamento con letto matrimoniale fu loro consegnato l’appartamento al terzo piano, fornito di due letti singoli. Qui il primo risvolto dell’indagine. A Maccheroni e Menicucci la titolare del B&B avrebbe fatto presente la circostanza dei nauseabondi odori che potevano presentarsi, i due turisti però accettarono ugualmente, l’appartamento sarebbe stato loro consegnato a condizione però che sul sito del B&B non dovevano scrivere alcuna recensione negativa a proposito dei cattivi odori. La notte del 14 agosto i due l’hanno trascorsa normalmente senza avvertire alcuna “puzza”, si erano però premurati di chiudere bene le finestre perché erano stati indotti a ritenere che i cattivi odori potessero venire dagli scarichi esterni, accendendo il solo condizionatore d’aria. Stesso comportamento nella notte del 15 agosto, e però alle prime ore del mattino del 16 agosto nel riaccendere il forno rimasto spento per 24 ore, il titolare del panificio avrebbe aumentato i livelli di combustione per riscaldare il forno e quindi le esalazioni provenienti dalla canna fumaria hanno trasformato la stanza in una camera  gas dalla quale per loro fu impossibile fuggire via. Assenza di autorizzazioni e canna fumaria fatale quindi sullo sfondo di questa triste vicenda. Il monossido si è infiltrato nell’appartamento fuoriuscendo dalla canna fumaria che scorreva nella parete dell’edificio. Oltre al monossido di carbonio i periti hanno riscontrato esalazioni mortali provenienti sempre dal panificio quali benzene, antracene, toluene, xilene, naftalene e stirene, sostanze che si prodotte per il cattivo funzionamento del forno. Dopo mesi di coma, Alessio Meniccucci qualche mese addietro si è ripreso, risultando però affetto da lesioni neurologiche oramai inguaribili. Agli atti del procedimento c’è adesso anche la querela contro gli indagati.

 
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