Ciao Antonio, “Fà caldo”

Pubblicato: mercoledì, 9 agosto 2017
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E' morto Antonio Pignatiello giornalista, scrittore e musicista. Una personalità molto nota ad Alcamo. La redazione di Alqamah esprime le proprie condoglianze alla famiglia. Il funerale di terrà il 10/08/2017 presso la Chiesa San Paolo di Alcamo alle 17.00. Naturalmente il ricordo di Antonio non si può fermare a semplici condoglianze, perché persona che molti hanno conosciuto personalmente e che molti stimano:

"Ciao Antonio, “fà caldo”

Antonio non era uno normale, come non lo è chi non è convenzionale. Antonio era uno sbagliato, uno strano, ma solo per chi non lo conosceva o voleva pensar da borghese ben pensante. Non la pensavo come lui nel 99% dei casi e quante discussioni, che però finivano con grandi risate o con “Antò fà caldo”. Quanti sorrisi a questa frase, si la pensavamo diversamente ma ogni discussione ti faceva ricredere nella vita. Mi dicevi sempre, non sono d’accordo con te ma tu hai una visione della vita ed oggi nel panorama culturale e politico, nella maggior parte dei casi, nessuno ha una visione della società e sa cosa vuole costruire. Sono parole che mi inorgoglivano perché tanta la stima dell’uomo Antonio. Me lo diceva sempre mia madre che avevi dentro un gran bel mondo, una persona sensibilissima. Ho constatato, un mondo dove non esistevano ipocrisie, non un mondo “perfetto” perché in esso convivevano la bellezza e la miseria umana, un mondo che sa tanto di UOMO con pregi e difetti, quest’ultimi certe volte esaltati da te per dare fastidio ai ben pensanti e alla maggioranza in quel momento “regnante”. Mettevi tutto ciò in quello che facevi: scrivere, servizi televisivi, programmi e nella tua musica. La musica forse era il mondo dove più usciva fuori la tua anima da finto duro, infatti mediante essa esprimevi gentilezza e pace, una pace che non hai mai avuto, anche e principalmente per tue colpe, come dicevi tu. Eri il più critico nei confronti di te stesso, ma ciò che ti circondava ti spingeva a mettere in evidenza il lato “negativo” di te e a mettere da parte quel suono di chitarra sofferente all'inizio, ma che a poco a poco si innalzava e arrivava a note “divine”. Antonio era un uomo diverso e meno male.

Cosa farò oggi che tu non ci sei più? Andrò a fare interviste come programmato, perché voglio ricordare quel tuo: “fai tu le interviste che io non posso per ragioni di salute”, invece era solo un modo per spingermi a far uscire fuori il mio potenziale, in cui tu credevi molto. La pensavamo diversamente, ma c’era e ci sarà sempre, una stima enorme, ma nessuno creda che ci normalizzeremo mai, anche ora che tu non sei più tra i “vivi”. Lo sai non piangerò e lavorerò, il mio gesto d’amore sarà continuare la mia strada, fare giornalismo con onestà e naturalezza, due caratteristiche che ti facevano credere in me. Lo so la tua morte non smuoverà niente nel mondo e forse neanche in città (anche se su quest’ultima cosa ho dei dubbi), ci saranno i funerali e ti piangeranno, poi tutto come è anche giusto scorrerà come sempre, e ci sarà chi dirà “Niente di nuovo sul fronte occidentale” e io che ti posso dire caro amico Antonio: “Antò fa caldo”. Ti voglio bene, "ci rivedremo il più tardi possibile", come scherzando sulla morte mi dicevi tu, il tuo sincero amico Eros Libero Bonomo".

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