“Un boss inoffensivo, ma la mafia resiste”

Pubblicato: venerdì, 30 giugno 2017
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TV2000: Intervista al presidente del Senato, Piero Grasso La cosiddetta 'mafia stragista' ormai "non esiste piu', e' stata destrutturata, e' stata ridotta all'impotenza attraverso gli ergastoli che sono stati inflitti tutti con il maxiprocesso di cui sono stato giudice a latere. E rendendo inoffensivo Matteo Messina Denaro, l'unico latitante rimasto, perche' pare che per proteggere la sua latitanza non si possa interessare attivamente tutta Cosa Nostra, per questo e' stato anche lui ridimensionato". Lo ha detto Pietro Grasso, presidente del Senato, a 'Soul', il programma-intervista di Tv2000 che andra' in onda domani alle ore 12.15 e alle 20.45. Per Grasso, oggi la mafia e' "diventata qualcosa di generico, per cui se tutto e' mafia nulla piu' e' mafia. Dobbiamo dunque distinguere e cercare di essere molto piu' precisi nelle analisi". Secondo l'ex magistrato "oggi anche la mafia ha capito che ha bisogno di qualcosa in piu' per ottenere un'utilita' e un profitto. In tutto questo la scomunica e' un grande atto che la Chiesa ha fatto, che ha fatto Papa Francesco soprattutto nei confronti dei corrotti". Quanto all'idea, e quindi frase ricorrente, secondo cui 'la mafia fa catturare quelli che non contano piu'', Grasso parla invece di "solita dietrologia che viene creata perche' non e' possibile, non e' ammesso che lo Stato possa avere attraverso i suoi rappresentanti un successo; c'e' sempre questa forma di determinismo negativo che fa venir fuori queste dietrologie". "Oggi alle volte - ha fatto notare Grasso - c'e' un rigurgito di quella terminologia che sta ad indicare un'antimafia che cerca di avere dei privilegi sul piano della carriera, della visibilita' per ottenere vantaggi personali e queste sono le cose che dobbiamo sicuramente evitare. 'Si puo' fare di piu'', questa deve essere sempre la spinta a fare contro il disfattismo e deve essere qualcosa che veramente ti porta sempre avanti a cercare di cambiare tutto quello che non va". Parlando quindi di Falcone e Borsellino, il presidente del Senato ha sottolineato "lo dico sempre ai giovani, sono certamente delle persone eccezionali, certamente dei fuoriclasse pero' sono raggiungibili, imitabili come esempi perche' avevano un grande senso del dovere, un grande senso dello Stato e noi dobbiamo cercare di imitarli e non pensare a eroi che volano e sparano".

fonte agi.it
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