Ballottaggio tra Fazio e Savona, fuori D’Alì

Pubblicato: lunedì, 12 giugno 2017
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A Erice Toscano passa al primo turno. Giacalone resta primo cittadino a Petrosino

La débâcle elettorale non appartiene ai 5 Stelle a Trapani che erano alla prima prova elettorale amministrativa, ma è tutta dell’ex sottosegretario all’Interno Antonio D’Alì, senatore di  Forza Italia dal 1994, assoluto plenipotenziario di Silvio Berlusconi. Bisogno riconoscere che le competizioni amministrative non portano bene al senatore D’Alì che prima di Trapani anni addietro subì lo smacco di non essere eletto a Favignana, battuto in quella occasione dal candidato di centrosinistra Ortisi. Oggi a superarlo a Trapani strappandogli di mano la bandierina per accedere al ballottaggio è stato un altro candidato di centrosinistra, Pietro Savona. Lo scrutinio è ancora in corso ma segnale inequivocabile questa mattina è stato quello offerto dal comitato elettorale dell’ex sottosegretario, dove le porte erano sbarrate. A Trapani lo spoglio delle schede è lentissimo e a questo momento siamo a 57 sezioni su 70. Fazio nonostante la bufera giudiziaria che lo ha travolto, e che lo continua ad interessare, con le sue liste civiche e l’alleanza con l’Udc è arrivato a quasi 8500 voti pari al 32,5 per cento, Savona è a quota 6700 voti, 25,5 per cento, D’Alì 6200 voti, 23,7 per cento. Maltese di 5 Stelle ha finora raccolto 4300 voti, 16,4, fanalino di coda Marascia candidato di una lista civica che ha trovato il sostegno dell’ex pm Ingroia, fermo a meno di 500 voti con l’1,7 per cento. Al voto a Trapani su 60 mila aventi diritti alle urne sono andati 18 mila elettori, percentuale del 58,9, inferiore a quella del 2012. Serata pre elettorale a Trapani segnata da alcuni episodi, due candidati al Consiglio comunale , Colbertaldo di Forza Italia e Abbruscato del Pd sono stati denunciati per non avere rispettato la “distanza di sicurezza” dai seggi, mentre sul fronte ericino la candidata Cettina Montalto fanalino di coda come vedremo più avanti del responso elettorale di Erice, ha smentito che il marito, Luigi Manuguerra (condannato in via definitiva per voto di scambio) e altri suoi familiari siano stati protagonisti di una querelle per essersi avvicinati troppo all’ingresso dei seggi elettorali. La vicenda è emersa nella serata di ieri e a segnalare la circostanza sono stati esponenti dei 5 Stelle che avrebbero fatto intervenire la Polizia. Quindi andiamo ad Erice dove la candidata del Pd Daniela Toscano, vice sindaco uscente è stata eletta al primo turno. Anche in questo caso il dato non è ufficiale perché lo spoglio non è completo ma la distanza dal suo diretto concorrente, il medico Luigi Nacci, vice sindaco nelle giunte di centrodestra nella prima metà degli anni 2000, è oramai tale da ritenere impossibile una rimonta. Questo comunque il riepilogo attuale: Daniela Toscano (Pd) 3900 voti 42,3 per cento, Nacci (Forza Italia/Psi) 2100 voti, 23,5, Maurizio Oddo (5 Stelle) 1100 voti, 12,4, Maurizio Sinatra (liste civiche) 1000 voti , 10,7, Daniela Virgilio (liste civiche) 500 voti, 5,4, Cettina Montalto (lista civica) 490 voti, 5,3. Ad Erice a votare su 25 mila aventi diritto sono stati poco più di 15 mila elettori ossia il 61,8 per cento, anche in questo caso percentuale in calo rispetto al 2012. In provincia di Trapani si è votato anche a Petrosino dove a furor di popolo è stato riconfermato l’uscente sindaco Gaspare Giacalone, quasi 2900 voti pari al 57,8. Competizione elettorale particolare e tesa quella di Petrosino dove sostanzialmente Giacalone si confrontava con “ il resto del mondo”, con tutte le sigle politiche tradizionali schierate contro. Altri candidati erano Enzo D’Alberti fermatosi a 2 mila voti, 40,7 per cento, e Vito Messina, che ha raccolto 73 voti con l’1,4 per centro. Alla lista collegata a Giacalone sono stati assegnati 8 seggi, 3 a quella dello sconfitto D’Alberti.

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