Mozione sulla questione TARI per gli artigiani e autoriparatori

Pubblicato: mercoledì, 24 maggio 2017
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Questione TARI per artigiani e autoriparatori. Il Consigliere  comunale del PD alcamese, Giacomo Sucameli ,ha presentato una mozione, che pubblichiamo per intero:

"Premesso che:

 • La Corte di cassazione, con la sentenza n. 9858/2016 decisione ha posto fine ad una annosa questione che fino ad oggi ha sottoposto le nostre aziende (in particolare artigiane) ad una doppia tassazione; 

• Con la sentenza di cui sopra, la  Corte di Cassazione si è pronunciata sul  pagamento del tributo comunale sui rifiuti per l’area destinata a laboratorio, rafforzando il concetto che la tassa costituisce il corrispettivo che i Comuni richiedono a fronte del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Cosa che non è mai avvenuta per queste aziende che producono il rifiuto speciale e /o tossico nocivo; 
• La risoluzione,  n. 2/2014 del 09/12/2014, non fa altro che ribadire che non sono soggette alla TARI le aree sulle quali si svolgono le lavorazioni industriali o artigianali che in genere producono in via prevalente rifiuti speciali, ivi compresi i magazzini intermedi di produzione e quelli adibiti allo stoccaggio dei prodotti finiti e le aree scoperte che danno luogo alla produzione, in via continuativa e prevalente, di rifiuti speciali non assimilabili, ove siano asservite al ciclo produttivo;
• Che la legge di stabilità, legge 147/2013, al comma 649, ha stabilito che “Nella determinazione della superficie assoggettabile alla TARI non si tiene conto di quella parte di essa ove  si  formano,  in  via continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smaltimento  sono tenuti  a  provvedere  a  proprie  spese  i  relativi  produttori,  a condizione che ne dimostrino l'avvenuto  trattamento  in  conformità alla  normativa  vigente (convenzione per lo smaltimento dei rifiuti speciali con ditte autorizzate, dimostrabile attraverso convenzioni e formulari di identificazione del rifiuto);
• a seguito di svariati ricorsi presentati dalle aziende, la Commissione Tributaria di Primo Grado di Trapani, ha sempre confermato un principio fondamentale ovvero, quello che non possono essere assoggettate alla tassa sui rifiuti, i locali destinati alla produzione in cui si formano rifiuti speciali e/o tossico nocivi, riconoscendo FONDATI i ricorsi presentati ACCOGLIENDOLI e stabilendo l’annullamento dell’atto impugnato, condannando il Comune di Alcamo al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese del grado di giudizio. 

 Considerato che:

 • l’Assessore al ramo in sede di consiglio comunale, ha dichiarato di aver chiesto agli uffici competenti, in attesa che arrivi sentenza della commissione tributaria regionale, che dovrebbe avvenire entro l’anno, di aver fatto, quello che fa un buon amministratore, un buon padre di famiglia, dicendo che se ci sono delle divergenze, se ci sono opinioni differenti, se attualmente è Sub judice, aspettiamo che si esprima una volta per tutte la Commissione Tributaria a livello più alto e a quel punto finalmente risolveremo questo problema. Quello che abbiamo fatto, ha dichiarato il Vice Sindaco Scurtocome amministrazione è stato quello di, piuttosto che creare ulteriore confusione e disagio alle categorie, intanto di sospendere per questi mesi la riscossione di queste superficie ( ove si formano rifiuti speciali e/o tossico nocivi) aggiuntive e quindi quando finalmente un giudice si esprimerà e avrà dato una sentenza definitiva il comune dovrà procedere a prenderne per forza atto. 

IMPEGNANO

 Il Sindaco e la Giunta affinché:

 • la sospensione della riscossione delle superficie, ove si formano rifiuti speciali e/o tossico nocivi, come dichiarato dal Vice Sindaco Scurto, si applichi non soltanto alle aziende che già pagano per le sole aree dove si produce il solo rifiuto urbano ma anche alle aziende che hanno fatto già richiesta di esclusione di quelle aree nelle quali producono, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali e/o tossico nocivi al fine di evitare che si continui a usare “due pesi e due misure” ovvero, di comportarsi nei confronti delle imprese, in modo diverso quando invece si dovrebbe attribuire lo stesso peso e lo stesso “metro di misura”". 

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