Il Magistrato Alessandra Camassa ad Alcamo: “serve un’educazione alla legalità continua”

Pubblicato: mercoledì, 17 maggio 2017
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Il Presidente del Tribunale di Marsala, Alessandra Camassa, ad Alcamo, presso l'Istituto comprensivo "Nino Navarra" di Alcamo, per parlare di legalità e mafia. Presenti anche le Forze dell'Ordine e Libera, quest'ultima collabora con la scuola per il progetto per la Legalità.

Un progetto che già ha visto varie fasi come quella della settimana scorsa con ospite Giulio Francese, figlio di Mario Francese, ucciso dalla mafia a Palermo il 26 Gennaio 1979, in quell'occasione la "Nino Navarra" ha "adottato" Mario Francese, perché ha aderito all'iniziativa adotta una vittima della mafia.

Ritornando all'evento di oggi, a far capire l'importanza del parlare di legalità con i giovani è la Camassa, che ha dichiarato: "parlare con i giovani è sempre importante" e poi ha continuato mettendo in evidenza che fondamentale è il ruolo dell'istituzione scuola e le famiglie "perché gli incontri sporadici non servono, serve un'educazione alla legalità continua". Poi sul ruolo del magistrato con una mafia che si nasconde sempre più la Camassa ha risposto che il lavoro che fa il magistrato è difficile come lo era prima e in riferimento al "cambio di pelle" della mafia ha affermato: "noi siamo abituati ad una mafia delle estorsioni e la mafia degli appalti, oggi è qualcosa di più complesso, è una mafia che si fa sistema e quindi più difficile da controllarla" e sempre in riferimento alla manifestazione "è importante spiegare ai ragazzi perché è giusto combattere la mafia, bisogna spiegare loro che se vogliono evitare il lavoro nero, non sicurezza sul lavoro  e che le banche devono finanziare tutti e non solo alcuni, quindi nell'interesse di un'economia sana e quindi garanzia di posti di lavoro, lottare la mafia è molto importante".

A testimoniare ulteriormente l'importanza dell'evento, sulla stessa lunghezza d'onda della Camassa, le parole del Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Alcamo, Giulio Pisani, che ha affermato: "eventi importanti per parlare di mafia, ma anche di bullismo e cyber bullismo, e varie problematiche che attanagliano il mondo dei giovani, oggi" e "con questi incontri otteniamo un risultato positivo, rivolgendoci ai giovani con un linguaggio adeguato, facendoli entrare in simbiosi con le forze dell'ordine, per far capire che la divisa non deve creare un distacco, ma anzi creare un punto di forza".

Per la scuola è intervenuta Enza Riparia, docente, che insieme ad altri colleghi si occupa del progetto per la legalità, che ha messo in risalto il ruolo giornaliero della scuola nell'educare alla legalità.

Professori, personale ATA, tutti devono agire dando il buon esempio, "dobbiamo noi nel nostro piccolo dare degli esempi di legalità".

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