Il clan della prostituzione

Pubblicato: giovedì, 13 aprile 2017
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La Squadra Mobile scopre casa di appuntamento, quattro denunciati

L’altra faccia della città. Quella che tanti conoscono ma che si affrettano a nascondere. Tra vizi privati e pubbliche virtù, all’interno di una casa di appuntamento bene arredata per gli incontri a luci rosse le cui tariffe variavano tra le 50 e i 100 euro. I poliziotti della Squadra Mobile di Trapani che hanno monitorato per un lungo periodo il via vai di clienti a conclusione dell’indagine hanno  ottenuto dalla Procura di Trapani un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza, e così all’interno  di un condominio, in via Formica, sono stati apposti i sigilli all’appartamento usato per sfruttare in particolare donne sudamericane. Due uomini e due donne, trapanesi, sono stati indagati e denunciati a piede libero per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I loro nomi non sono stati resi noti ma si tratta di persone note in città proprio per l’attività di sfruttamento della prostituzione da loro condotta con una certa sistematicità e organizzazione. Le intercettazioni e i controlli infatti hanno palesato come tanti in città sapevano che dovevano rivolgersi, in modo particolare, alle due donne denunciate, per potere godere di un paio di ore di relax in ambienti particolarmente suggestivi e accoglienti. L’appartamento sequestrato era frequentato da molti clienti, in prevalenza italiani, come dimostrato nel corso di numerosi servizi di appostamento e pedinamento svolti dagli uomini della Sezione Criminalità diffusa, Straniera e Prostituzione della Squadra Mobile. Gli indagati, dicono gli investigatori della Squadra Mobile, sono coinvolti a vario titolo nella gestione della “casa di prostituzione”: si erano occupati della locazione dell’appartamento, del trasloco e dell’amministrazione di tutti gli affari illeciti. I quattro denunciati, inoltre, erano soliti accompagnare le prostitute, tutte di nazionalità sudamericana, regolarmente soggiornanti in Italia. A dare una mano per la pubblicità la rete di internet e pare anche annunci a luci rosse periodicamente pubblicizzati anche su alcuni giornali locali. Il proprietario dell’appartamento, estraneo ai fatti, non risulta al momento indagato. L’indagine pare essere stata avviata da segnalazioni giunte alla Questura da parte di molti degli abitanti del condominio, che si erano rivolti in numerose occasioni alla Polizia, segnalando il loro disagio per la presenza della “casa di prostituzione”.

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