Schizofrenia

Pubblicato: sabato, 25 marzo 2017
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La psicopatologia più grave, quella che fa più paura, quella così tanto incomprensibile, quanto affascinante. Pittura, musica, cinema, teatro, medicina, psicologia, letteratura, filosofia: tutte discipline che hanno affrontato questo tema così tenebroso e sfuggente della nostra mente. Schizofrenia, letteralmente significa “scissione della mente”, il buono ed il cattivo si separano, elementi bizzarri ed irreali prendono il sopravvento nella mente, entrando a far parte della realtà dell’individuo. Il primo esordio può avvenire in maniera tempestiva, ma più frequentemente può essere anticipato da un periodo in cui si possono osservare dei segnali di avvertimento: la persona comincia a sentirsi strana, come se non fosse più la stessa di prima, talvolta non percependosi nel proprio corpo, può andare incontro a momenti di depressione e di sconforto, con fasi confusionali e di isolamento, può deteriorarsi la cura di sé. Poi l’esordio psicotico, deliri, allucinazioni, comportamenti strani e disorganizzati. Per fare qualche esempio, la persona può cominciare a sentirsi spiata dai servizi segreti, sentirsi Gesù Cristo o la Madonna, può sentire delle voci che danno degli avvertimenti, spesso di tipo persecutorio; non vuole più lavarsi, né uscire o andare al lavoro, non fa più una vita sociale, talvolta diventa aggressiva, non mantenendo più il controllo dei suoi impulsi. Anche il modo di parlare può diventare disorganizzato e talvolta incomprensibile, fino all’”insalata di parole”. L’esperienza psicotica - schizofrenica può comportare che la persona senta dentro di sé un senso di “spersonalizzazione”, ovvero non si sente più dentro il suo corpo e dentro la sua stessa mente. Altra esperienza può essere quella della “pietrificazione”: l’individuo si sente come se tutto fosse bloccato, cristallizzato. Un’ulteriore esperienza psicotica può consistere nella “frantumazione”: la persona non sente più un senso di unità, ma si sente appunto frantumata, scissa in mille pezzi non più ricomponibili. Tutto cambia agli occhi dello schizofrenico: se stesso, il mondo, gli altri. La sua mente non riesce più ad assolvere ad una funzione auto-contenitiva ed auto-rassicurante, ma diventa fucina di elementi incontrollabili e bizzarri. L’età media di esordio, negli uomini si aggira dai 20 ai 25 anni, mentre nelle donne dai 27 ai 30 anni. Le cause sono da attribuire a fattori sia di origine genetica che ambientale e per questo motivo è necessario intervenire sia da un punto di vista farmacologico che psicologico, ma non solo. Vista la gravità della psicopatologia, la persona va spesso incontro a ricoveri, anche se i trattamenti di migliore successo vanno costruiti attraverso un approccio integrato che tenga conto dell’aspetto psichiatrico, psicologico, educativo, familiare, sociale e socio-rabilitativo. Per tale motivo, i sistemi di cura richiedono una certa complessità in cui dovrebbero entrare in gioco svariate organizzazioni, come le comunità terapeutiche assistite, le comunità alloggio, i gruppi appartamento, i servizi domiciliari, i centri diurni, i servizi psicoeducativi tramite operatori di appoggio, le borse lavoro, i gruppi sportivi, gli orti terapeutici ed altre svariate attività socio-riabilitative. Spesso, tale approccio integrato non viene applicato, sia per la disorganizzazione tra le varie discipline che dovrebbero entrare in gioco, sia per la precarietà dei servizi che dovrebbero garantire un’adeguata assistenza ed un forte lavoro di rete, a supporto sia del paziente che della sua famiglia. Purtroppo, le politiche di welfare, sia a livello nazionale che degli enti locali, sono sempre meno sensibili agli investimenti sulla cura sia di questo che di altri tipi di disabilità. In svariate situazioni, le disabilità necessitano di risorse umane adeguatamente formate e di adeguate strutture di supporto. Eppure, tornando alla cura del disagio psichico grave, si può sostenere l’ipotesi che una reale riabilitazione comporterebbe già nel medio periodo un risparmio della spesa attuale, sia in termini di ricoveri che di spese complessive per le cure farmacologiche. Basti pensare che una sola confezione di noti farmaci antipsicotici ha un prezzo che supera le 100 euro. Tuttavia, anche se i sistemi adeguati di cura dovessero comportare delle spese maggiori rispetto alle attuali, il diritto alla salute, specialmente per le categorie più deboli, dovrebbe essere ultra-garantito. Evidentemente, la schizofrenia non è solo una malattia mentale che colpisce i singoli…

Dott. Fabio Settipani

Psicologo-Psicoterapeuta

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