Operazione congiunta della Capitaneria di Porto e la Guardia di Finanza contro la pesca illegale

Pubblicato: domenica, 19 febbraio 2017
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Mazara del Vallo - Operazione congiunta coordinata dalla Capitaneria di porto di Mazara del Vallo con il supporto del personale del locale Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza che, nell’ambito dei controlli lungo la filiera della pesca, hanno effettuato una serie di accertamenti mirati nel porto di Marinella di Selinunte (Comune di Castelvetrano), sia in un’ottica preventiva che ai fini di reprimere ogni forma illegale di cattura, detenzione e commercializzazione della neonata (novellame di sarda).

In particolare, i militari intervenuti via terra, con l’ausilio via mare della Motovedetta CP 2092, hanno ispezionato alcune unità da pesca appena rientrate in porto e sospettate di praticare tale attività non consentita. Pur non avendo rinvenuto attrezzi da pesca a bordo dei pescherecci fermati, i militari della Guardia Costiera hanno inseguito e fermato un piccolo barchino a remi che si stava allontanando in prossimità dell’imboccatura del porto e che, alla vista dei militari, ha abbandonato l’unità e si è dileguato nell’entroterra di Selinunte.

A bordo del barchino è stata rinvenuta una rete da pesca lunga oltre 2.200 metri tipo sciabica da natante (cd. “tartarone”) ancora bagnata e con alcuni esemplari di neonata (circa un chilogrammo) rimasti impigliati nelle maglie, a testimonianza di una battuta di pesca recentemente completata ma il cui pescato è stato rilasciato in mare per evitare di incorre nelle sanzioni delle Autorità appostate in porto.

Sia il barchino che la rete sono stati sequestrati e condotti via mare in porto a Mazara del Vallo dove i militari della Guardia Costiera hanno proceduto ad elevare le pertinenti sanzioni. Nell’ambito di tali controlli è emerso altresì che uno dei pescherecci ispezionati aveva un motore irregolare, non corrispondente a quello risultante dai documenti di bordo, e per il quale sono in corso altre verifiche per accertarne la provenienza.

L’operazione, oltre a rimarcare la stretta sinergia esistente tra Capitaneria di porto e Guardia di Finanza nei controlli lungo la filiera della pesca, costituisce un chiaro monito a coloro che praticano la pesca illegale della neonata, attività selettiva a danno delle risorse ittiche locali colpite nella loro fase giovanile con conseguenze per l’intero ecosistema marino.

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