Altro duro colpo al patrimonio riconducibile a Matteo Messina Denaro. VIDEO

Pubblicato: sabato, 11 febbraio 2017
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I Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Trapani hanno colpito ulteriormente il patrimonio riconducibile a Matteo Messina Denaro ed alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara. I militari hanno proceduto alla confisca di beni per un valore di circa 13 milioni di euro a carico di Filippo Greco, Antonino Moceri e Antonino Francesco Tancredi, che seppur assolti lo scorso anno dalla corte di Appello di Palermo nel Processo "Campus Belli". Questi erano stati arrestati in un'operazione della DIA di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni, con loro era indagato anche Simone Mangiaracina e Cataldo La rosa considerati il braccio operativo dell'anziano boss di Campobello di Mazara Leonardo Bonafede.

Il Tribunale di Trapani ha evidenziato la sussistenza di presupposti alla base del provvedimento originario di sequestro, così ha disposto la confisca di 108 immobili, 4 società di ovicoltura, 11 veicoli e numerosi rapporti bancari.

L'indagine "Campus Belli" aveva scoperchiato una pentola fatta di controlli su attività economiche e produttive da parte di organizzazioni riconducibili a Messina Denaro. La famiglia mafiosa di Campobello aveva interessi in oleifici della Moceri Antonino & C. Srl e della Eurofarida Srl, ai vertici dei quali il Boss di Campobello aveva messo gli imprenditori Tancredi e Moceri, per raggirare le norme antimafia. Oltre a queste sono state oggetto di confisca altre società semplici operanti nel settore agricolo e ovicolo.

Le aziende di cui sopra operano in regime  di Amministrazione Giudiziaria, quindi protagoniste di iniziative atte a favorire la reintroduzione nell'economia legale, grazie alle istituzioni e associazioni antimafia. Da qui l'operazione di produzione e vendita su tutto il territorio nazionale di olio extra vergine etichettato con "Il Consumo Etico da Bene Sequestrato, con il patrocinio dell'ufficio misure e prevenzione del Tribunale di Trapani e le Associazioni Libera e Fai.

Nel provvedimento di confisca anche il compendio patrimoniale di Filippo Greco, già titolare di società immobiliari e di costruzione nella provincia di Varese e ritenuto imprenditore di riferimento del noto Francesco Luppino.

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