Disagi all’Allmayer di Alcamo. Guasto di una caldaia.

Pubblicato: mercoledì, 11 gennaio 2017
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allmayer-scuola-protesta-2Questa mattina gli alunni del liceo “Vito Fazio Allmayer” di Alcamo, a causa di un guasto alla caldaia si sono riuniti in una protesta.I ragazzi appurando la situazione, non piacevole, sono usciti dall’edificio per manifestare la loro contrarietà. In un primo momento la manifestazione si è svolta davanti la sede succursale della scuola, in viale Europa, per poi spostarsi nella sede centrale, per chiedere un colloquio con il Preside. Il guasto sembrerebbe esser collegato al malfunzionamento della caldaia, a quanto pare “guasta” già da ieri. Sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine tra cui: Carabinieri e Polizia Municipale, i quali hanno preso i nominativi dei rappresentanti di classe. Successivamente gli alunni si sono riuniti per decidere lo scioglimento della manifestazione. I rappresentanti degli alunni hanno fatto sapere che il timer e altri due componenti della caldaia sono stati ordinati, quindi da domani si dovrebbe ritornare a scuola, salvo imprevisti.

Abbiamo raggiunto il Preside Picciché per una dichiarazione: "Ieri abbiamo avuto comunicazione e ricevuto i rappresentati degli alunni che hanno segnalato un malfunzionamento della caldaia del Plesso di Viale Europa. Immediatamente ci siamo attivati chiamando il caldaista che ieri mattina stesso ha messo in funzione la caldaia. Tutt la questione sembrava risolta ed i ragazzi stessi avevano avuto modo di costatare l'attivazione della caldaia. Sfortunatamente stamani la caldaia era stata accesa ma si spegneva in continuazione. Abbiamo chiamato nuovamente il caldaista che è intervenuto nuovamente e confidiamo che il problema tecnico sia stato risolto. Purtroppo, nonostante l'immediatezza degli interventi, di cui i rappresentanti di istituto sono consapevoli, e nonostante che questi abbiano comunicato ai compagni la prontezza della nostra azione, gli alunni hanno ritenuto di occupare la sede centrale dell'istituto per protesta".

"Abbiamo assolto e continueremo ad assolvere al nostro ruolo educativo - continua Picciché - provando a spiegare che se qualcosa si rompe e si interviene prontamente (in giornata stesso) occorre avere il buon senso di attendere lo strettissimo tempo necessario che il guasto venga aggiustato. Detto questo mi preme dire che abbiamo una utenza meravigliosa. Purtroppo quando le masse vengono messe in moto, la ragione può soccombere dinanzi all'agitazione. Insomma occorre chiedersi dove sta andando la nostra società, nella quale la regola sta diventando l'aggressività a discapito dei minimi elementi essenziali di civiltà".

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3 Commenti
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  1. MASSIMILIANO PIRRONE ha detto:

    Volevo ricordare al dirigente che il problema piu’grave e’la sua recidivita’in certi atteggiamenti,piuttosto che l ‘aggressivita’dei ragazzi.Infatti,se non ricordo male,e’l’unico dirigente scolastico che per la terza volta,mobilita le forze dell’ordine distogliendoli da eventuali problemi seri,per futili motivi.Quindi,ritengo che sia piu’opportuno e doveroso dedicare il suo tempo a risolvere i problemi con i ragazzi,discutendone,piuttosto che pavoneggiarsi per risultati illusori.Io sono un genitore di un alunno e sono stufo di queste accuse puerili sui ragazzi

    • Le forze dell’ordine si chiamano quando se ne ravvisa la necessità. L’altro giorno 500 ragazzi hanno occupato il corridoio del piano terra del nostro plesso centrale.
      La prima cosa che si ha il dovere di pensare è l’incolumità dei ragazzi.
      Cosa sarebbe successo se per una qualsiasi causa scatenante si fosse determinato uno stato di panico con un fuggi fuggi generale?
      Ecco perché sono state chiamate le forze dell’ordine.
      Cosa avrebbe detto e fatto il signor Pirrone se a farsi male fosse stata la figlia? Avrebbe detto magari che al posto di “pavoneggiarmi” avrei dovuto chiamare le forze dell’ordine per tutelare almeno la figlia?
      Se non si comprende questa semplice cosa, non possiamo che dispiacerci.
      Per non cadere in accuse generiche e per sentito dire, sa dirci in quale altre due circostanze vere abbiamo chiamato le forze dell’ordine?
      Se è a conoscenza che altri dirigenti non abbiano chiamato le forze dell’ordine quando era necessario ce lo faccia sapere.
      La crescita della nostra scuola, anche se non crediamo che non può farle piacere, non è illusoria ma reale, concreta, tangibile.
      Quattro anni fa nel nostro liceo lavoravano 60 docenti.
      Adesso ce ne sono 116.
      Abbiamo occupato tutti gli spazi e non abbiamo più aule per i nostri ragazzi, nonostante sono stati tolti laboratori e sale docenti.
      Di tutto ciò, e non solo, godono e hanno piacere tante persone serie.
      I ragazzi, per i quali lavoriamo e anche viviamo, sono costretti a studiare nella sede di Viale Europa, non solo ormai inadeguata ed insufficiente, ma anche in affitto da 60 anni.
      Ci stiamo spendendo con tutto noi stessi per sensibilizzare le autorità competenti per una scuola nuova, non solo con la petizione che allego, ma spostandosi e scontrandoci, quando occorre, attirandoci forse qualche antipatia.
      Ci stupiamo come per 60 anni non ci ha pensato nessuno.
      In questa nostra azione non abbiamo mai visto il signor Pirrone al nostro fianco.
      Eppure la figlia frequenta la nostra scuola.
      Non pensiamo che lei sia fra quelli che, siccome sua figlia potrebbe non godere della nuova scuola, ritengono che non vale la pena spendersi.
      Se così fosse non si stupirà che per 60 anni nessuno ha pensato di dare una scuola ai nostri ragazzi.
      Immaginiamo che lei paga le tasse. Bene.
      Sappia che paga da decenni anche l’affitto della scuola di Viale Europa.
      Invece ci piacerebbe che lei pensasse che vale la pena spendersi, per dare una sede meravigliosa ai nostri ragazzi come desideriamo noi.
      Perché lo desideriamo così tanto? Perché semplicemente è giusto!

      • Io intanto, per non animare inutili polemiche e qui chiudo il mio intervento,avevo consigliato al dirigente di interloquire con i ragazzi per cercare di placare gli animi.Se,invece di incontrarli e chiarirsi,ci si barrica nella stanza e’ chiaro, e questo e’ fisiologico,che i ragazzi mettano in moto quella piccola focosita’ che e’ insita in loro,visto la giovane eta’.Per quanto riguardo le altre volte,ricordo che quando era a dirigere l ‘Istituto Ciullo, una semplice discussione con 4 mamme, porto’ alla mobilitazione di 3 corpi di polizia…E di questo il dirigente me ne deve dare atto.Per il resto,mi piacerebbe collaborare con lui,ma purtroppo,come sa,lavoro in altro ufficio.Quindi,per me ,polemica finita e gli auguro di raggiungere quei traguardi che si e’ prefissato e che in parte ha gia’ raggiunto!!

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