Associazione Strada del Vino Alcamo D.O.C., le ragioni del SI e quelle del No in Consiglio Comunale

Pubblicato: mercoledì, 11 gennaio 2017
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Assemblea del Consiglio Comunale di Alcamo “infuocata” per la discussione sulla Mozione del Consigliere Cracchiolo sul recesso dall’Associazione Strada del Vino Alcamo D.O.C. da parte dell’Amministrazione Surdi.

consiglio-comunaleLa mozione del Consigliere del PD ha riacceso i fari sull'agricoltura e animato la discussione sull'Associazione Strada del Vino D.O.C. Un dibattito che ha visto interventi "calorosi" e di grande sostanza politica.

A relazionare per la mozione il Consigliere del PD Cracchiolo:

“Un termine che è stato utilizzato in campagna elettorale, Comunità, ma una comunità come si crea? Una comunità si crea con il dialogo con le parti sociali, quindi nel caso specifico con i componenti dell’Associazione strade del Vino e anche da questo Consiglio Comunale che rappresenta il massimo consesso civico”. Cracchiolo poi tocca un tasto molto “caldo”, infatti continua la sua esposizione sottolineando: “Voglio sgomberare il campo da alcuni pregiudizi: Non sono qui a fare le difese, prima che lo diciate voi lo dico io, di una persona che è stata candidata a Sindaco di Alcamo per il PD e che è stata per anni Presidente dell’Associazione in questione, io non difendo persone, ma difendo Strade del Vino, si chiama idea di città e si chiama idea di territorio”. Infine lo stesso Consigliere in riferimento alle motivazioni di tipo economiche che hanno spinto l’Amministrazione all’atto di recesso ha sottolineato: “Parliamo di un Bilancio di 42 milioni di euro e quindi 15 mila euro riescono a equilibrarlo? Secondo me significa essere doppiamente miopi, perché si taglia l’Associazione come un ramo secco, significa dire a tutti quei produttori e commercianti che per anni hanno creduto a quest’Associazione e che ancora continuano a crederci, siete pazzi" Questi sono dei pazzi? Non credo - continua Cracchiolo - perché Strada del Vino è uno strumento che può essere utilizzato bene o male dall’Amministrazione che ha voce in capitolo. Come ha detto l’Assessore il territorio di Alcamo rappresenta la porta di accesso a quello che è il vigneto trapanese, quindi avremmo dovuto gestire Strada del Vino e non recedere da essa, avremmo dovuto instaurare un dialogo con essa. Quindi dateci una motivazione credibile del recesso, veramente volete far credere che l’Associazione non è uno strumento necessario? Non può fare da collante tra istituzione e i produttori?”. “Cosa produce principalmente il territorio alcamese? Non ve lo devo dire io, produce vino - conclude Cracchiolo - quindi la fuoriuscita da un’Associazione che si chiama Alcamo DOC è assolutamente dannosa”.

A dar manforte alla mozione tutti i consiglieri di opposizione, facendo proposte, cioè risparmiare con l’assegnazione all’Associazione di un bene confiscato alla mafia, criticando la mancanza di una proposta alternativa da parte dell’Amministrazione e sottolineando che in momenti di crisi non bisogna recedere ma utilizzar bene gli strumenti per creare economia e sviluppo.

A rispondere a queste critiche, non l’Assessore al ramo, Di Giovanni, ma il vice Sindaco Scurto (Economia e Finanze, Patrimonio Sviluppo Economico e Attività Produttive - Partecipate), che inizia il suo intervento con una precisazione: “Bisogna stare attenti ai contenitori e ai contenuti, ci si affeziona ai contenitori e quando il contenuto non c’è abbiamo nostalgia del contenitore. Questa Amministrazione non è contraria minimante al Vino DOC Bianco d’Alcamo, che è il contenuto, non è un’amministrazione miope, c’è una grande novità, finalmente siamo liberi di decidere in autonomia, senza sudditanze psicologiche come investire i soldi degli alcamesi. Ci sembra doveroso che quando amministriamo i soldi di una città ci sia un ritorno. Investire 15 mila euro per me non sono molti o pochi, l’obiettivo non è soltanto quello di vedere il bilancio, è quello di vedere il ritorno di qualsiasi investimento. L’Associazione non è una partecipata vera e propria sulla quale avete totale autonomia decisionale, il Comune vuole sostenere Strada del Vino se questa Associazione ha dei progetti validi, cambia la forma, ma la sostanza potrebbe anche aumentare”, quindi andare oltre i 15 mila euro però valutando i progetti presentati dall’Associazione. “Siamo contrari a dare 15 mila euro annui sulla fiducia, per esempio com’è accaduto nel 2016, questi sono serviti per coprire i costi di gestione, magari potevano essere dislocati diversamente e andare a beneficio di altri interventi”. “Non ho mai parlato di chi c’era in passato e di chi l’ha presieduta, io stimo le persone e le imprese che sono nell’Associazione”. L’Associazione Strada del Vino non ha l’esclusiva. La nostra non è una posizione politica di contrasto ad un altro movimento politico, se le aziende che fanno parte dell’Associazione hanno dei progetti li possono presentare. Non si può stare fermi davanti a per esempio un’annata come il 2016 che vede i soldi del comune utilizzati solo per pagare le utenze e la “segretaria”.

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