Quel connubio tra “zona grigia” dell’IPAB Castellammare a spese dei lavoratori

Pubblicato: domenica, 18 dicembre 2016
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Regina Elena IpabCASTELLAMMARE DEL GOLFO. Com’è noto in Sicilia di mafia e metodi mafiosi ne troviamo di diversa natura, con varie forme, tecniche o modalità, ma restano pur sempre loro. E non sfugge a nessuno che un ruolo di tutto rispetto viene ricoperto dalla cosiddetta “zona grigia”, che annovera da sempre la speciale co-partecipazione di politici e burocrati, entrambi con un unico obiettivo: il profitto e l’utile personale, e poco importa se questo avviene a discapito di 7 lavoratrici.

Come il caso delle signore dell’ex Ipab Opera Pia Istituto Regina Elena e Vittorio Emanuele II di Castellammare del Golfo, costrette a non vedere lo stipendio da oltre 84 mesi e senza alcuna speranza per il loro futuro.

Da tantissimi anni lavorano presso l’ente Ex-Ipab, che ormai non esiste più, commissariato dalla Regione in attesa di una risposta che non arriverà mai. Le loro sorti, da anni, vengono rimpallate tra Comune e Regione, senza che questi trovino una soluzione reale. E uomini politici negli anni ci ha sempre messo lo zampino in tutto ciò: gestioni scellerate (come la vendita di alcuni immobili senza capire bene a chi andassero i proventi, si tratta a detta delle signore di centinaia di migliaia di euro), affidamenti spregiudicati (come quello fatto da Francesca De Luca nel 2014, nominata commissario straordinario dell’Ente dalla Regione, alla cooperativa Letizia, gestita da Lorenzo La Rocca, per conto dell’ex deputato Norino Fratello, affidandogli la struttura gratuitamente per adibirla a centro di accoglienza per immigrati, quest’ultima successivamente coinvolta in una inchiesta giudiziaria).

ipabMa ad oggi poco è cambiato, infatti, negli ultimi mesi, la gestione è affidata al Commissario Straordinario Vincenzo Reitano, inviato dalla Regione Siciliana, che dopo un iniziale interessamento pare che anche lui si sia defilato dalla risoluzione del caso.

Non sembrano essere serviti a nulla nemmeno i continui appelli rivolti al Sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola, e al Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta.  Di loro sembra che non importi proprio a nessuno. Ancora non è stato nemmeno possibile fare un incontro con il Prefetto di Trapani.

L’Ipab quest’anno è stata dichiarata estinta con DPR 179 del 10 giugno 2016, decreto poi sospeso grazie all’impugnazione al Tar da parte del Comune di Castellammare del Golfo. Infatti, il decreto è stato dichiarato sospeso fino all’udienza del 5 giugno 2017, e nel frattempo? - si domandano le lavoratrici - Che dobbiamo fare? La struttura sta crollando! E anche la nostra pazienza.

Intanto continuano ad andare al lavoro con tanta dignità, senza esplicare nessuna mansione e senza ricevere un euro da tantissimi anni. Alcune di loro pensano anche che tutto ciò sia frutto di ripercussioni dovute alle continue denunce fatte in passato su presunti malaffari. E poi – si chiedono - perché altri due dipendenti dell’Ipab ( nostri colleghi ) hanno la “fortuna” essere collocati presso il Comune di Castellammare , in forma di comando, da bel 18 mesi con regime orario a 24 ore settimanali?

Lunedì alcune di loro protesteranno per l’ennesima volta., stavolta davanti il municipio di Castellammare del Golfo. Facciamo appello a tutte le forze politiche e sindacali affinché diano risposte concrete anche alle sottoscritte , che paradossalmente, si recano ogni giorno presso la sede dell’Ipab, attestano la loro presenza e nulla sanno del loro futuro.

I tempi dell’attesa sono finiti ed è bene che la politica e le istituzioni intervengano immediatamente prendendosi anche le loro responsabilità se vorranno risultare ancora credibili.

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