Premio Nazionale per l’impegno civile “Marcello Torre” a Rino Giacalone e alla redazione di Alqamah

Pubblicato: venerdì, 16 dicembre 2016
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premio-torreUn premio che va dritto al cuore e che traccia la strada verso un maggiore impegno civile

E’ proprio vero che in questo paese ci sono premi e premi. Alcuni sono esclusivamente dei titoli onorifici volti all’autocompiacimento, mentre altri hanno un significato più profondo. Come quello per l’impegno civile dedicato a “Marcello Torre”, il Sindaco di Pagani, in provincia di Salerno, assassinato dalla Camorra per ordine di Raffaele Cutolo, l’11 dicembre del 1980. Un Sindaco che nelle sue ultime lettere ci aveva già lasciato un testamento del suo sacrificio, rivolto alla speranza per il futuro: “carissimi, ho intrapreso una battaglia politica assai difficile. Temo per la mia vita…….conoscete i valori della mia precedente esperienza politica. Torno nella lotta soltanto per un nuovo progetto di vita a Pagani. Non ho alcun interesse personale. Sogno una Pagani civile e libera”.

Nello Auditorium Sant’Alfonso di Pagani, lunedì 12 Dicembre, il premio quest’anno è andato al nostro direttore Rino Giacalone e alla Redazione Alqamah.it, al giornalista RAI Domenico Iannacone e al Caporedattore dell’Avvenire, Toni Mira. Tutti e tre visibilmente emozionati per l’onore di ricevere questo riconoscimento, hanno assicurato che il premio ricevuto sarà anche un onere d’impegno e responsabilità che porteranno dentro durante il loro lavoro nella continua ricerca di verità.

A seguire sono stati consegnati gli attestati di merito al Procuratore Aggiunto di Salerno, Antonio Centore, e quelli alla memoria di Dino Gassani, Giuseppe Grimaldi e Aldo Moro.

Ma la risposta all’impegno di tanti giornalisti, istituzioni, forze dell’ordine e semplici cittadini, per la continua ricerca di verità, giustizia ed impegno civile in questo paese l’ha data il fondatore di Libera, Don Luigi Ciotti, durante il dialogo con le scuole. E l’ha fatto nel modo più semplice che possa esistere. Alla domanda di una studentessa che gli chiedeva cosa lo spingesse ad andare avanti nella battaglia contro le mafie. La risposta di Don Luigi è stata: “tu”.

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