Birgi, “tavolo” al ministero

Pubblicato: lunedì, 14 novembre 2016
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Il Pd mette a disposizione il suo più autorevole esponente per discutere del futuro del “Vincenzo Florio”. Emmola, chiama Faraone, la parola a Del Rio. Ma c’è chi sull’aeroporto non dovrebbe avere più diritto di parola

emmola_christianIl premier Renzi a Trapani l’aveva promesso e il Governo ha acceso i riflettori sul futuro dell’aeroporto Vincenzo Florio. Obiettivo è quello di mantenere a Birgi la compagnia irlandese Ryanair. Il passo è buono ma siamo sicuri che consentire di mantenere in mano a Ryanair l’esclusiva nei collegamenti da e per Trapani sia la mossa giusta? La cronaca politica di queste ore ha registrato l’intervento del presidente provinciale del Pd, Christian Emmola: “L’aeroporto di Birgi sarà, nei prossimi giorni, oggetto di un tavolo tecnico operativo a Roma con il Ministro delle Infrastrutture Delrio”. Emmola ha ripetuto il messaggio arrivato dal sottosegretario Davide Faraone: “Questo – dice Emmola – mi ha personalmente comunicato stamattina dando così seguito all’incontro, dal sottoscritto organizzato, avvenuto a Palermo nelle scorse settimane tra lo stesso sottosegretario e alcuni operatori turistici trapanesi, in rappresentanza di alcune associazioni di settore del territorio, da me accompagnati. L’aeroporto di Birgi – prosegue Emmola – rappresenta un punto nodale per la sopravvivenza e lo sviluppo del nostro territorio ed in quanto tale, ritengo, necessiti delle immediate attenzioni dei massimi vertici istituzionali nazionali. 700_dettaglio2_davide-faraone-pd-agfRingrazio Davide Faraone per la consueta sensibilità e la eccellente tempestività mostrata nell’adoperarsi investendo della situazione il Governo nazionale. Confido nella saggezza istituzionale ed operativa del Ministro Delrio affinché sia risolto lo stato di incertezza in cui versa l’aeroporto di Birgi e conseguentemente il tessuto economico della provincia di Trapani”. “La presenza di Ryanair a Birgi e’ essenziale per lo sviluppo turistico e quindi anche economico del territorio, per questo non e’ accettabile che il Trapanese perda un collegamento cosi’ strategico per beghe politiche e debiti societari – dice a sua volta l’on. Davide Faraone – Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, convocherà’ al più’ presto un tavolo tecnico con la Regione, l’Airgest e gli enti locali. La Sicilia deve puntare con decisione sul turismo e su uno sviluppo duraturo e sostenibile per il quale e’ essenziale un aeroporto ben collegato”. Indubbiamente si tratta di parole importanti che però non danno come immediata la soluzione vera che si aspetta, che dovrebbe essere quella di mantenere l’attività di Birgi in modo indipendente rispetto a Ryanair. Se soluzione ci sarà infatti questa metterà al centro Ryanair e solo Ryanair. Quello che serve è sicuramente altro. Intanto togliere la gestione dell’aeroporto dalle mani di chi in questi anni ha assicurato solo una gestione dilettantesca dell’aeroporto, “nessuna governance, nessuna trasparenza, nessuna azione commerciale, tranne quella di fare gli utili ruffiani ai conti economici di Ryanair”. Dal 2008 Ryanair è presente a Trapani, e ripercorrendo la storia di questa sua presenza possiamo ancora leggere proclami roboanti, che però ad oggi si sono dissolti come neve al sole, facendo restare sul campo quello che appare essere solo un milionario ricatto, che chiameremo “oc-markenting”, in soldoni 2 milioni e mezzo di euro che Ryanair vuole a disposizione per se. Come stanno le cose le ha dette chiaramente l’associazione Trapani Cambia: “Oggi non c’è la politica, non c’è la proprietà dell’aeroporto, non c’è il management (per la verità non c’è mai stato).
Anzi si sente una fortissima puzza di bruciato”. L’azione annunciata dai più alti vertici del Pd certo è l’unica che offre una prima ma non risolutiva via d’uscita, ma il Pd deve combattere anche su un altro fronte, evitare che Birgi, struttura fondamentale del nostro territorio, venga assoggettata a Ryanair da una parte e al “califfato” palermitano dall’altra parte. Se il Pd infatti giocherà solo per permettere a Ryanair di batter cassa, ai danni di un territorio, quello trapanese, certamente non ricco, francamente sarà poca cosa e comunque si tratterà di un qualcosa che Trapani pagherà caramente senza però conquistare prospettive a lungo termine. Pd e Governo vogliono davvero fare qualcosa di utile? Allora ci aiutino a farci conoscere tutte le carte della gestione dell’aeroporto, e chi ha giocato a fare il manager venga estromesso e non abbia ancora diritto di parola. Quale è stato il risultato di tale condotte spregiudicate? Trapani è l’unico aeroporto italiano che pur avendo rapporti importanti con Ryanair , non ha aumentato il proprio lavoro sia in termini di fatturato che in termini di passeggeri, che in termini di presenza di altri vettori aerei , dimostrando ,in termini chiari, l’incompetenza totale di chi ha amministrato lo scalo trapanese? Trapani è l’unico aeroporto italiano dove Ryanair pur facendo buoni affari , non ha investito nulla?Recentemente Ryanair su Bergamo ha investito 28 milioni di Euro costruendo un nuovo hangar. Non risulta poi che in corrispondenza delle fantomatiche e costosissime azioni di co-marketing, ci sia stato qualche ente o l’Airgest stessa che abbia intrapreso azioni imprenditoriali per far propri i dati riguardanti i turisti arrivati a Trapani ed ha fatto azioni commerciali a sostegno del territorio stesso, per far sì che gli stessi turisti tornassero nel nostro territorio a prescindere da Ryanair. I clienti sono Ryanair e rimangono di Ryanair, anche se il co-marketing è finanziato con i soldi del contribuente trapanese. Il Pd e il Governo vogliono oggi giocare una partita importante per Birgi? Mandi in malora chi ha gestito l’aeroporto avendo come complici soggetti che hanno mandato “in sonno” la buona politica. E la pulizia dovrebbe proprio cominciare all’interno del Pd.

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