Una strada di Alcamo dedicata a Ludovico Corrao. Mozione di indirizzo di ABC e Alcamo Cambierà.

Pubblicato: sabato, 5 novembre 2016
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ABC e Alcamo CambieràI Consiglieri di Alcamo Bene Comune e Alcamo Cambierà hanno presentato una mozione di indirizzo al fine di intitolare una strada di Alcamo al Senatore Ludovico Corrao. Una figura di grande rilevanza sia per la storia politica e culturale alcamese, che per quella internazionale.

Nel comunicato si legge: “una mozione di indirizzo all’amministrazione per l’intitolazione di una strada al Sen. Ludovico Corrao in considerazione dell’impatto che la figura di Ludovico Corrao ha avuto nella storia alcamese dal secondo dopoguerra, fin quasi ai giorni nostri e vista la sua incontestabile levatura culturale”.

 “Considerato che sono trascorsi meno dei 10 anni previsti dalla legge – continuano i consiglieri – sarà necessario richiedere una deroga alla prefettura che, a parere nostro, nel caso in specie, potrà essere concessa senza particolari problemi”.
Nel comunicato si individua la strada che potrebbe essere intitolata a Corrao in “Via per Montebonifato” lungo la quale si trova la villa in cui lungamente abitò il nostro illustre concittadino, anche per evitare di perpetrarsi della confusione toponomastica con l’altra via quasi omonima, “Via Montebonifato””.

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2 Commenti
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  1. La Via Ludovico Corrao sono sicuro che la desiderano tutti gli alcamesi, residenti e non residenti, anche di lontani paesi. Gli alcamesi l’hanno sempre amato , tanto che non ha mai perduto una elezione. Infatti negli anni ’90, in età avanzata e dopo numerosi anni di abbandono del Parlamento italiano , in occasione della crisi politica nazionale che ha coinvolto l’intero paese, viene rieletto per due legislature Senatore. Potrei scrivere, forse una biografia sul personaggio perché è stato sempre attaccato a mio zio Sac. Pietro Messana, non solo Ludovico ma l’intera famiglia Corrao-Sammaritano. Ho in mente molti ricordi che mi spingono a rievocarli. Con questa notizia colgo l’occasione per dare fiato ai miei ricordi di natura chiaramente nostalgica e rievocare mio zio e per brevità pochi episodi del Corrao che ritengo importante per questo nostro paese di Alcamo. Ludovico, esercitò dopo un lungo tirocinio palermitano la professione di avvocato con studio ad Alcamo. Nel 1956 oltre ad essere Consigliere regionale fu Sindaco di Alcamo (la data può essere imprecisa solo di qualche anno) fu il primo Natale che il Corso 6 Aprile e la Piazza Ciullo fu abbellita e illuminata di alcuni alberi di Natale. Ricordo che quei luoghi erano illuminati con lampade di poca luce. Dopo le otto di sera le strade erano tutte deserte. I bar del Corso e della Piazza alle ore 22 circo erano chiusi. Però l’orario di apertura si aggirava intorno alle ore 4 mattutine. Quegli alberi sono stati una festa e successivamente imitati da tante altri paesi e città. Staccatosi dalle loby della Democrazia Cristiana, per amore di popolo, e formando un proprio partito di stampo cristiano, partecipò al governo della Sicilia con il “Milazzismo”. Da Assessore ai Lavori Pubblici avviò la costruzione dell’aeroporto di punta Raisi. Fu fautore dell’albergo sul Monte Bonifato “la Funtanazza”. Successivamente fu eletto Deputato, con una lista indipendente appoggiato dal Partito Comunista. Nonostante ciò tutto il clero alcamese gli dava il voto (il Partito Comunista era partito ateo). Nelle campagne elettorali nei comizi di chiusura della campagna elettorale, c’era un’affluenza di popolo strabiliante. Alla chiusura del comizio le persone rientravano a casa commossi e con le lacrime.
    Con gli episodi di Franca Viola fu il fautore dell’abolizione della “fuitina” (rapimento delle donne a scopo di matrimonio di tradizione araba). Ha ricostruito il Belice da Sindaco di Gibellina per oltre un ventennio. Infine, aveva due fratelli: Mario e Padre Ciccetto, così nominato dagli amici: prima missionario, poi rientrò ad Alcamo per poco tempo e successivamente emigrò a New York ritrovando parenti della mamma. Aveva pure una zia Suora, chiamata Suor Emilia Sammaritano che mio zio, appena Parroco di Ummari nel 1950 se la chiamò, formando un apposito Asilo per i pochi bambini residenti e vi restò fino alla morte. Da studente universitario Ludovico lavorò in Biblioteca con mio zio Pietro e fin da allora si consolidò un rapporto reciproco solido. Infatti negli ultimi anni che il Senatore visse ad Alcamo soleva passeggiare la Domenica di buon mattino a Piazza della Repubblica osservando i fiori, piante ed alberi che vendevano i vivaisti, dove anche io mi recavo per qualche acquisto per addobbare il mio giardino; mi guardava fisso in viso e mi salutava con uno sguardo affettuoso. Pensavo che gli ricordavo mio zio Pietro.
    Quindi ben venga una Via non periferica in ricordo di Ludovico Corrao per me merita una Piazza.
    Antonino Messana

  2. Antonino Messana scrive:
    6 novembre 2016 alle 10:50
    La Via Ludovico Corrao sono sicuro che la desiderano tutti gli alcamesi, residenti e non residenti, anche di lontani paesi. Gli alcamesi l’hanno sempre amato , tanto che non ha mai perduto una elezione. Infatti negli anni ’90, in età avanzata e dopo numerosi anni di abbandono del Parlamento italiano , in occasione della crisi politica nazionale che ha coinvolto l’intero paese, viene rieletto per due legislature Senatore. Potrei scrivere, forse una biografia sul personaggio perché è stato sempre attaccato a mio zio Sac. Pietro Messana, non solo Ludovico ma l’intera famiglia Corrao-Sammaritano. Ho in mente molti ricordi che mi spingono a rievocarli. Con questa notizia colgo l’occasione per dare fiato ai miei ricordi di natura chiaramente nostalgica e rievocare mio zio e per brevità pochi episodi del Corrao che ritengo importante per questo nostro paese di Alcamo. Ludovico, esercitò dopo un lungo tirocinio palermitano la professione di avvocato con studio ad Alcamo. Nel 1956 oltre ad essere Consigliere regionale fu Sindaco di Alcamo (la data può essere imprecisa solo di qualche anno) fu il primo Natale che il Corso 6 Aprile e la Piazza Ciullo fu abbellita e illuminata di alcuni alberi di Natale. Ricordo che quei luoghi erano illuminati con lampade di poca luce. Dopo le otto di sera le strade erano tutte deserte. I bar del Corso e della Piazza alle ore 22 circo erano chiusi. Però l’orario di apertura si aggirava intorno alle ore 4 mattutine. Quegli alberi sono stati una festa e successivamente imitati da tante altri paesi e città. Staccatosi dalle loby della Democrazia Cristiana, per amore di popolo, e formando un proprio partito di stampo cristiano, partecipò al governo della Sicilia con il “Milazzismo”. Da Assessore ai Lavori Pubblici avviò la costruzione dell’aeroporto di punta Raisi. Fu fautore dell’albergo sul Monte Bonifato “la Funtanazza”. Successivamente fu eletto Deputato, con una lista indipendente appoggiato dal Partito Comunista. Nonostante ciò tutto il clero alcamese gli dava il voto (il Partito Comunista era partito ateo). Nelle campagne elettorali nei comizi di chiusura della campagna elettorale, c’era un’affluenza di popolo strabiliante. Alla chiusura del comizio le persone rientravano a casa commossi e con le lacrime.
    Con gli episodi di Franca Viola fu il fautore dell’abolizione della “fuitina” (rapimento delle donne a scopo di matrimonio di tradizione araba). Ha ricostruito il Belice da Sindaco di Gibellina per oltre un ventennio. Infine, aveva due fratelli: Mario e Padre Ciccetto, così nominato dagli amici: prima missionario, poi rientrò ad Alcamo per poco tempo e successivamente emigrò a New York ritrovando parenti della mamma. Aveva pure una zia Suora, chiamata Suor Emilia Sammaritano che mio zio, appena Parroco di Ummari nel 1950 se la chiamò, formando un apposito Asilo per i pochi bambini residenti e vi restò fino alla morte. Da studente universitario Ludovico lavorò in Biblioteca con mio zio Pietro e fin da allora si consolidò un rapporto reciproco solido. Infatti negli ultimi anni che il Senatore visse ad Alcamo soleva passeggiare la Domenica di buon mattino a Piazza della Repubblica osservando i fiori, piante ed alberi che vendevano i vivaisti, dove anche io mi recavo per qualche acquisto per addobbare il mio giardino; mi guardava fisso in viso e mi salutava con uno sguardo affettuoso. Pensavo che gli ricordavo mio zio Pietro.
    Quindi ben venga una Via non periferica in ricordo di Ludovico Corrao per me merita una Piazza.
    Antonino Messana

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