L’eredità…del commissario Arnone

Pubblicato: lunedì, 17 ottobre 2016
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Sindaco Surdi e segretario generale Bonanno si trovano tra le mani delle determine che scottano

Comune AlcamoSe c’è un problema al Comune di Alcamo è quello della gestione dei servizi tecnici. Da Scala ad Arnone, dagli ultimi sindaci eletti, Bonventre compreso, sino al commissario straordinario, la gestione dei settori tecnici comunali sembra sia stata più che altro una partita giocata sui tavoli della politica, di quella politica che non ha tenuto in debito conto l’esigenza del territorio. Alcune indagini giudiziarie ne hanno dimostrato fragilità quanto retroscena colmi di illeciti, citiamo solo così ad esempio l’inchiesta sulle lottizzazioni che hanno riguardato la fascia pedemontana. Ma altri esempi potremmo aggiungere. Oggi l’amministrazione Surdi si trova tra le mani l’assetto dell’Urbanistica. Arnone in questo caso pare essere andato oltre i propri  poteri, occupandosi di mansioni superiori, prima negate poi concesse, posizioni organizzative, dalla sua parte il commissario Arnone ha avuto il confroto dell’allora segretario generale Cristoforo Ricupati. Oggi non ci sono più Arnone e Ricupati, ci sono Surdi e Bonanno che si ritrovano un provvedimento del commissario Arnone , sotto forma di determina, che di fatto prevede la prosecuzione fino al prossimo 31 ottobre dell’attuale assetto dell’ex settore urbanistica ed edilizia privata del Comune di Alcamo. E dopo un tira e molla di provvedimenti oggi i responsabili dei diversi compartimenti tecnici si trovano a svolgere attività dirigenziali dopo che il segretario generale Ricupati ha rinunciato all’incarico, e comunque oggi Ricupati non fa più parte dell’organizzazione burocratica del Comune. Oggi l’amministrazione Surdi si trova quattro responsabili dei servizi tecnici che effettuano attività dirigenziali senza averne la qualifica. E le cose non debbono essere state mai lisce se addirittura è innumerevole il numero dei provvedimenti adottati, il dirigente del servizio più importante, il primo servizio Urbanistica, geom . Giuseppe Stabile dal sindaco Bonventre ha ricevuto ben sei determine di nomina, per diventare destinatario di “funzioni dirigenziali”, tanto da ottenere un riconoscimento tabellare da dirigente, anche se a tempo determinato, ma oggi potrebbe accadere che la stessa remunerazione potrebbe essere reclamata dagli altri incaricati. Potrebbe costare molto cara la spesa per il personale, a prescindere comunque che su questo scenario potrebbe anche affacciarsi la Corte dei Conti che per la verità al Comune di Alcamo, per l’opera messa in atto dalle amministrazioni precedenti a quella in carica, si può considerare di casa. Gli atti deliberativi in questione pare siano già sul tavolo del sindaco Surdi e del segretario Bonanno, sono le delibere e le determine dove sono apposti i pareri favorevoli del dott. Marco Cascio, Dirigente del Personale e del dott. Sebastiano Luppino, dirigente dei servizi finanziari, sono stati loro a quanto pare a permettere un trattamento economico da dirigente a chi era però privo della qualifica. Destinatario, dicevamo il geom. Stabile. Il geom. Stabile pare che era sul punto di lasciare il Comune di Alcamo, per approdare al Municipio di Castellammare del Golfo, ma sarebbe stato fermato sulla porta di quel Comune, a causa di due condanne per abusi edilizi, una violazione delle norme riguardanti i beni culturali ed ambientali in data 18 gennaio 2002 per un reato di abusivismo edilizio commesso in Alcamo  il 22 febbraio 2001 con pena di 20 giorni di reclusione  e 780 euro di multa (reato per avere realizzato opere in contrasto con l’art.125 del Dl 490/99). Aspetto ancora più grave, il geom. Stabile, proprio in concomitanza con gli incarichi di fatto dirigenziali ricevuti dal sindaco Bonventre, veniva condannato con sentenza confermata in corte d’appello e passata in giudicato in data 20 novembre 2013 (in primo grado 28 aprile 2011) per ben 4 reati relativi all’inosservanza degli art. 44,71,72 e 93 del DPR 380 /2001; si tratta di opere eseguite in Castellammare del Golfo presso la casa di villeggiatura. La condanna è stata di 15 giorni di arresto e 21000 di multa.  E’ vero che all’epoca in cui comandavano certi amministratori le condanne costituivano forse meriti più che demeriti.

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1 Commento
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  1. elio scrive:

    Hanno fatto proprio una bella scelta. Complimenti a chi l’ha consentita, ma un dubbio sorge spontaneo…. ma dove erano i paladini della giustizia?

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