Sindaco e comandante a giudizio

Pubblicato: venerdì, 14 ottobre 2016
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Caos rifiuti: dovranno comparire dinanzi al giudice monocratico Vito Damiano e Biagio De Lio

Damiano Di LioIl gup Antonio Cavasino ha rinviato a giudizio dinanzi al giudice monocratico Visco, il sindaco di Trapani Vito Damiano e il comandante dei vigili urbani Biagio De Lio. A loro è contestato il reato di interruzione di pubblico servizio. A insistere sulla richiesta di rinvio a giudizio è stato il pm Marco Verzera. L’indagine fu avviata dalla Procura di Trapani dopo un esposto del commissario dell’Ato Belice Ambiente , Sonia Alfano. La Alfano denunciò che a fronte di una ordinanza dell’assessorato regionale all’Energia che indirizzò nel marzo 2015 i Comuni dell’Ato Belice a smaltire i propri rifiuti urbani presso la discarica del Comune di Trapani di contrada Belvedere, il sindaco Damiano reagì con una ordinanza che vietava l’ingresso nell’impianto ai mezzi dell’Ato Belice, ordinanza che fu messa in esecuzione dal comando dei Vigili Urbani che impedì l’ingresso dei mezzi dell’Ato Belice Ambiente presso la discarica trapanese. Per la Procura contro Damiano e De Lio si configura l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio. Damiano a suo tempo spiegò che quella ordinanza era conseguenza di uno studio presentato dalla Trapani servizi, società che gestisce la discarica di contrada Belvedere, con il quale si rappresentava come il rischio era quello di condurre a saturazione l’impianto in pochi mesi. Il primo cittadino rispose alla denuncia annunciata, e poi presentata, dal commissario straordinario dell’Ato, sostenendo che la sua ordinanza era un atto a salvaguardia della città, e che non era con quell’intervento straordinario assunto dalla Regione che il problema poteva essere risolto. Ma per la Procura Damiano non avrebbe avuto i poteri per sottoscrivere l’ordinanza, in sostanza di fermare l’ingresso in discarica degli auto compattatori dell’Ato Belice. Il blocco successivamente venne rimosso, ma per il pm Verzera il reato era stato comunque commesso. La parola passa al giudice. Damiano è difeso dall’avvocato Gino Bosco, il comandante De Lio dall’avvocato Donatella Buscaino.

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