Nasce ad Alcamo il Comitato “Diamo una Scuola all’Allmayer”

Pubblicato: venerdì, 14 ottobre 2016
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WhatsApp Image 2016-10-13 at 23.18.19Alcamo – Il problema dell’edilizia scolastica è un argomento che tanti governi nazionali e locali hanno affrontato, ma fino ad ora nessuna soluzione esaustiva è stata trovata. Ad Alcamo è nato un comitato per rivendicare diritti fondamentali e normali di alunni, docenti e personale del Liceo Statale “Vito Fazio Allmayer”, semplicemente il diritto ad avere una Scuola. Il Comitato “DIAMO UNA SCUOLA ALL’ ALLMAYER” ha espresso la propria posizione sulla pagina Facebook del Liceo stesso, pubblichiamo per intero:

“Sembrerebbe la cosa più ovvia del mondo che una scuola, i propri alunni, i docenti ed il personale possano svolgere la propria attività educativa e didattica dentro un edificio di cui abbiano certezza.
Il Liceo Statale “Vito Fazio Allmayer”, nei suoi cinquantatre anni di esistenza, è stata sempre una scuola che non ha mai avuto una propria scuola.
Nella sua storia, infatti, ha subito la continua umiliazione di essere da sempre in cerca di locali che la potessero accogliere, con una strana idea di momentaneita’, molto spesso in luoghi assai improvvisati e per nulla adeguati ad una appena accettabile sistemazione.
Per il Comitato si tratta di una nascita senza particolare gioia, dettata dalla necessità di dare una prospettiva di accoglienza agli attuali e ai futuri suoi alunni.
Abbiamo esaurito ogni spazio “grazie” al fatto che in soli quattro anni la nostra popolazione scolastica è cresciuta del 14%, in netta controtendenza rispetto al calo demografico, appena mitigato dalla presenza di persone provenienti da altri Paesi.
La crescita costante che stiamo vivendo non è frutto di un caso, di uno strano capriccio di un favorevole destino, ma è strettamente legata a delle scelte che hanno comportato grandi, forse inimmaginabili, sacrifici, che hanno in anni precedenti portato il Liceo linguistico ad Alcamo ed in un periodo più recente il Liceo Musicale, unico della provincia di Trapani, e l’introduzione della lingua russa che ha fatto si che le sezioni del linguistico da tre passassero a quattro da quest’anno.
La scelta che abbiamo fatto è quella di istituire un Polo Didattico del Linguaggi, unico nel panorama europeo che a breve potrà arricchirsi del Liceo Coreutico e del Liceo Artistico, nella sua articolazione audiovisiva e multimediale.
Il prossimo anno genitori di Trapani da una parte, e di Gibellina, Santa Ninfa dall’altra si stanno organizzando con autobus privati per far frequentare i loro figli, nella nostra scuola.
Per settanta anni molti dei nostri ragazzi si sono recati a Trapani per studiare. Dal prossimo anno potrà avverarsi quel piccolo miracolo laico per cui alcuni giovani trapanesi si recheranno ad Alcamo per studiare.
Si aggiungerebbero ai ragazzi di dodici comuni diversi che attualmente studiano nella nostra scuola, il cui plesso più grande è in affitto per centinaia di migliaia di euro annui, da oltre mezzo secolo.

Il COMITATO “DIAMO UNA SCUOLA ALL’ ALLMAYER” nasce in questo contesto di cinquantennale disinteresse per i problemi di locali della nostra scuola.
Vuole essere un comitato aperto a chiunque, alunni, ex alunni, genitori, cittadini sensibili, donne e uomini del mondo dell’arte della musica, della cultura, dell’imprenditoria, della stessa scuola che vogliono, con forza e determinazione, invertire la rotta dell’indifferenza degli enti che per decenni hanno guardato altrove.
Desideriamo che le istituzioni coinvolte guariscono da un certo strabismo, frutto del non utilizzo delle proprie virtù visive, atrofizzate da uno strano immobilismo.
Le risposte balbettate che abbiamo fino ad oggi ricevuto non ci convincono per il semplice fatto che nessuno ha preso a cuore un problema, che è anche una enorme opportunità di sviluppo per l’intero territorio.
Se lo desideri, se credi veramente che insieme possiamo DARE UNA SCUOLA ALL’ ALLMAYER, puoi dare la tua libera, e ispirata a principi di gratuità, adesione al nostro comitato.
Sarà un modo per far crescere insieme uno spirito di partecipazione civile, per dare un futuro migliore alle nuove generazioni, le quali meritano non solo di formarsi ma anche di restituire a questa terra la formazione che hanno ricevuto, buttandosi alle spalle decenni di laceranti abbandoni.
Ti aspettiamo, basta che ci dici che ci sei!”.

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