Gino Strada di Emergency al Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo: “Emergency è nata nel ’94 e sono 7 milioni le persone curate”.

Pubblicato: mercoledì, 21 settembre 2016
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Filippo La Mantia e Gino Strada sul palco del Cous Cous Fest due anni faEmergency nasce nel ’94 e si impone sulla scena del volontariato, del mondo della giustizia e pace sin da subito, perché iperattiva e chi la rappresenta resta nella mente della gente per il senso di umanità e per integrità morale. A rappresentarla bene Gino Strada, che sarà ospite al Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo. In particolare Emergency offre cure medico-chirurgiche gratuite alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Gino Strada sarà intervistato, stasera, sul palco del Cous Cous Fest, in piazza Santuario, dal giornalista Gianluigi Nuzzi. ”Oggi i fronti più drammatici – afferma Strada, appena rientrato da una missione in Sudan – sono in Afghanistan e Iraq. Tra pochi giorni saranno 15 anni dall’invasione dell’Afghanistan, la guerra dura ancora e ogni giorno registriamo un nuovo record di morti e feriti. E’ la logica pazzesca della guerra, non si vede la fine del tunnel”.

In Italia Emergency è impegnata principalmente con i migranti, molti dei quali seguono i percorsi dei raccolti, diventando braccianti agricoli, curando centinaia di migliaia di persone.

”Il fenomeno delle migrazioni – racconta Strada  – continua a non avere risposte compiute e ha dei risvolti particolarmente drammatici come quelli che riguardano i minori non accompagnati, migliaia di bambini e ragazzi senza genitori che non hanno dove andare. Non è un problema che l’Italia può risolvere da sola e l’Europa sembra non avere una sensibilità particolare su questo tema, anzi sono numerosi i casi di egoismi e atteggiamenti addittura razzisti”.

Strada parla poi del dramma ”interno”, quello che riguarda gli italiani che sperimentano per la prima volta, nell’ultimo decennio, la povertà. ”Ormai sono 15 milioni gli italiani che non riescono più a curarsi come dovrebbero perché non possono permetterselo: questo è un dramma sociale molto pesante, cui stiamo facendo fronte aprendo poliambulatori, cliniche e cliniche mobili”.

E riguardo il Cous Cous Fest, dove torna per il secondo anno, dice: ”mi piace molto lo slogan di quest’anno (”welcome diversity”, benvenuta diversita’), la diversita’ e’ ricchezza. Non c’e’ il diverso da qualcosa, il diverso dalla normalita’ ma ci sono persone, storie, culture differenti che piu’ riescono a mescolarsi meglio e’ per tutti. Mi piace il messaggio ”make cous cous not war” e mi piace l’idea di smettere di fare la guerra, la cosa piu’ stupida che esista al mondo oltre che rovinosa, dannosa, veramente l’esempio piu’ lampante della stupidita’ cui possono arrivare gli esseri umani”.

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