I Vigili del Fuoco del Nautici e Sommozzatori del Porto di Palermo ….. “CHIUDONO”!

Pubblicato: sabato, 17 settembre 2016
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WhatsApp Image 2016-09-14 at 22.34.40I Vigili del Fuoco del Nautici e Sommozzatori del Porto di Palermo ….. “CHIUDONO”! inizia così un comunicato del “Unione Sindacale di Base”, che pubblichiamo per intero:

“Ecco quale rischio è ormai prossimo nella sede portuale degli specialisti nautici e sommozzatori dei Vigili del Fuoco del comando di Palermo; un rimbalzo di responsabilità che va avanti nientepocodimenochè …. Dal 1995 (da oltre 20 anni).

È quanto emerso al Tavolo di Conciliazione consumato nella mattinata del 13 u.s., alla presenza della Massima Autorità Regionale dei Vigili del Fuoco, nonché Presidente della Commissione Paritetica, Dott. Ing. G. FRICANO; in quella sede l’Amministrazione del comando di Palermo ha, tanto per dire,  difeso la sua posizione facendo riferimento ad un “verbale di intenti” che risale al giorno 13 del mese di febbraio dell’anno 1995 nel quale risultano presenti e firmatari le Massime Autorità dell’Ente Autonomo Portuale e le Massime Autorità dell’Impresa appaltatrice della struttura attualmente affidata, in forma Provvisoria, al comando provinciale VVF di Palermo.

Una provvisorietà che da oltre 20 anni trascina il rimbalzo delle responsabilità tra l’Autorità Portuale e l’Amministrazione VVF; intanto la sede cade a pezzi e il personale ivi in servizio (nautici e sommozzatori VVF) continua a garantirla con il Soccorso Tecnico Urgente, intervenendo giorno dopo giorno direttamente nella stessa struttura.

Abbiamo sollevato una evidente criticità delle condizioni in cui versa la struttura, con rilievi fotografici  che testimoniano il pericolo e la fatiscenza degli intonaci staccati da tutte le parti dell’immobile; il cemento armato utilizzato nella struttura portante è alla vista di tutti con evidenti coperture di ruggine dovute al degrado causato dall’azione del tempo e degli agenti atmosferici in un sito a due passi dal mare che da oltre 20 (diconsi VENTI) anni aspetta invano la formalizzazione di un CONTRATTO definitivo di consegna con le corrette clausole finalizzate al mantenimento delle stessa struttura sia per gli interventi di tipo Ordinario che Straordinario; l’impianto elettrico ormai prossimo al collasso con evidenti rischi di inneschi; l’impianto idrico che fa acqua da punti distanti dai normali punti d’acqua; la copertura della sede che ormai fu’; le zone di sosta e transito adiacenti alla sede presentano diversi punti di “scarico”, sia di mezzi che di inerti; e così via.

Purtroppo abbiamo appurato che il “Verbale di intenti”, ricordiamo  sottoscritto nel lontano 1995, è attualmente l’unico “pezzo di carta” su cui poter lavorare e confrontarsi al fine di ottenere legittime garanzie, necessarie a mantenere un grado di vivibilità quantomeno accettabile per i Vigili del Fuoco che vi alloggiano; e non certo quella “baracca” fatiscente ed  abbandonata a se stessa, con un palese rischio di totale chiusura a cui andremo inevitabilmente incontro se l’Autorità Portuale di concento con l’Amministrazione VVF (Regionale e Provinciale) continuano con il loro silenzio ormai non più tollerabile.

Pare che USB VVF Palermo sia stata la prima ed unica Organizzazione Sindacale a sollevare la questione di che trattasi della struttura, con Atti concreti; cioè lo Stato di Agitazione indetto in data 24 u.s. e che la procedura di conciliazione del 13 u.s., rimasta aperta così come risulta nel verbale, dimostra la totale inerzia di tutta la Dirigenza che ha guidato nei precedenti anni il comando provinciale VVF di Palermo, ma anche la totale inerzia di quei “Firmaioli” ormai abituati a partecipare alle riunioni o convocazioni con il pensiero di chiedere alla controparte  dove si trova il rigo per apporre la “firma”, tralasciandone i contenuti.

USB VVF Palermo, come scritto a verbale di conciliazione, ha invitato l’Amministrazione ad attivarsi affinché quel “verbale di intenti” diventi un “VERBALE DEFINITIVO” con una certa celerità; senza la quale saremo necessariamente impegnati a seguire la procedura di protocollo, informando della questione tutti gli Enti ed Autorità, anche Istituzioni, certamente interessati anche indirettamente, rivendicandone la sua immediata chiusura precauzionale”.

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