I “rais” del rione San Giuliano

Pubblicato: giovedì, 8 settembre 2016
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Rubavano e chiedevano il riscatto, tre ai domiciliari, il capo banda in carcere

Arresti Trapani estorsione (4)I carabinieri della compagnia di Trapani hanno arrestato quattro persone per estorsione e ricettazione aggravata. Una vera e propria banda specializzata nel così detto “cavallo di ritorno”. Metteva a segno furti e poi chiedevano ai malcapitati il riscatto per la restituzione. Le fasi delle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Trapani, diretti dal capitano Livio Luperi, e dal comandante del nucleo operativo della Compagnia tenente Francesco Berloni sono state illustrate stamane nel corso di una conferenza stampa, presente il procuratore aggiunto Ambrogio Cartosio, ed il comandante provinciale dell’arma colonnello Stefano Russo. Gli arrestati sono Alessio Gigante 26 anni, Ivan Randazzo, 32 anni, Marco Di Pietra, 19 anni, Alessandro Sansone 23 anni. Coinvolto anche un minorenne S.N. di 17 anni. Si tratta di soggetti noti alle forze dell’ordine, in un certo senso veri e propri rais del rione popolare di San Giuliano. Le indagini dei carabinieri sono state avviate proprio dopo la denuncia di alcuni dei derubati che si erano visti fare la richiesta di denaro per riavere i propri beni.  Ruolo centrale quello del Gigante che si sarebbe mosso con grande spavalderia e trattando la restituzione delle refurtive quasi fosse una sorta di trattativa commerciale.Gigante, che era già sottoposto alla sorveglianza speciale ha avuto applicata la misura cautelare della custodia in carcere, gli altri tre arrestati sono stati posti ai domiciliari. Le indagini sono state condotte dai carabinieri tra l’ottobre 2015 e i primi mesi del 2016 e sono state agevolate non solo dalla denuncia di alcune “vittime” ma anche da attività di intercettazione: “Attraverso le intercettazioni – ha dichiarato in conferenza stampa il procuratore aggiunto Ambrogio Cartosio – abbiamo ricostruito uno spaccato del quartiere in cui c’era una consapevolezza diffusa del sistema. Le vittime in qualche caso hanno accettato di corrispondere somme alte, anche oltre i mille euro”.  “Abbiamo dato una risposta concreta alla insicurezza della quale spesso i cittadini si lamentano – ha detto il comandante provinciale dell’arma colonnello Stefano Russo – spesso i cittadini che accettano di sottostare ai ricatti della criminalità sono loro per primi la causa della percepita insicurezza, la nostra risposta però è stata immediata”. Sono oltre una decina gli episodi criminosi individuati dai carabinieri.

Arrestati Trapani 2016 sett

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