Viola a Firenze, Csm riapre la corsa

Pubblicato: lunedì, 25 luglio 2016
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Per la Procura generale toscana spunta Lo Forte

Marcello Viola

Il passaggio dell’attuale procuratore della Repubblica di Trapani Marcello Viola alla procura generale di Firenze, nonostante il voto favorevole, a maggioranza, venuto fuori dalla commissione incarichi direttivi del Csm , sin da subito non è sembrato solido e non certo per le qualità professionali del candidato Viola. L’attribuzione dei posti direttivi mai stata massiccia così come in questa tornata è stata sopratutto frutto degli equilibri tra le diverse correnti della magistratura, e alla conta di quanto sin ora fatto qualche corrente avrebbe preso qualcosa di più di qualche altra, e all’interno delle stesse correnti poi c’è stato qualcuno rimasto inaspettatamente fuori. A complicare le cose, come raccontano i cronisti maggiormente accreditati nella gestione delle fonti all’interno del Csm, ci sarebbe stata anche qualche ingerenza “governativa”. Insomma il criterio delle capacità e delle professionalità non l’avrebbe fatta da padrone in questa infornata di incarichi. E così è di oggi pomeriggio la notizia che per la Procura generale di Firenze la candidatura del procuratore di Trapani, Marcello Viola, non verrebbe data più per favorita, nonostante titoli, indubbie qualità, e voto favorevole della commissione. Dopo quelle di Viola, e Morvillo, quello che era rimasto escluso, battuto ai voti dal procuratore di Trapani, spunta la candidatura del procuratore Lo Forte con tanto di appoggio pubblico arrivato dal presidente della Cassazione Giovanni Canzio con un frase che però appare ingiusta nei confronti degli altri due candidati Voi a Morvillo. Canzio su Lo Forte è chiaro:  “Ha fatto la storia dell’ antimafia in Sicilia, quella vera. Credo che dobbiamo interrogarci su che cosa stiamo facendo”. La storia professionale di Marcello Viola e Alfredo Morvillo non ci appaiono meno illustri di quella di Lo Forte. Allora comprendiamo che ci possa essere altro, correnti , politica? La nomina del procuratore generale a Firenze è ferma da mesi, e la circostanza è messa anche in relazione che si tratta di nominare il più alto dirigente giudiziario nella città del presidente del Consiglio, Matteo Renzi è fiorentino doc. E in Procura a Firenze il “iglglio magico” del presidente Renzi (come lo definisce Il Fatto Quotidiano) è messo parecchio in discussione. L’ultima delle indagini è firmata dal pm Giuseppina MIone e riguarda proprio l’ambito familiare del premier. E infine vogliamo evidenziare. Non desideriamo entrare nel merito delle aspirazioni legittime nutrite da qualsiasi magistrato rispetto al riuscire a fare carriera, perchè per l’appunto si tratta di aspirazioni perfettamente legittime, ma certamente dobbiamo scrivere che la notizia odierna smentisce, qui dalle nostre parti, tutti coloro  i quali sulla partenza di Viola da Trapani avevano fatto certe scommesse e avevano delineato anche squallidi scenari, parlando, a vanvera, e quasi da “cicero pro domo sua”, di fughe ed altro, pensando forse che l’andata via di Viola avrebbe fatto salve certe volpi destinate oramai ad essere portate dal pellicciaio.
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