Accolta la proposta della senatrice Orrù sull’autorità portuale; D’Alì contrattacca

Pubblicato: giovedì, 7 luglio 2016
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porto TrapaniTRAPANI. La senatrice Pamela Orrù ha visto accolta, dall’ottava Commissione lavori pubblici del Senato, la proposta  sullo schema di riordino delle Autorità portuali. In seguito a questo Trapani, e  tutti gli altri comuni capoluogo di provincia i cui porti faranno parte delle nuove Autorità portuali di sistema, sarà rappresentata nella governance e potrà fare riferimento anche a propri uffici in città. Con il  testo approvato  dall’ ottava Commissione del Senato alla presenza del ministro alle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ai rappresentanti dei porti, che si trovano in comuni capoluogo di provincia,   sarà possibile partecipare  alle sedute del Comitato di gestione: tali rappresentanti  saranno indicati dal sindaco ed avranno diritto di voto limitatamente alle materie di competenza del proprio porto. Durante l’esame dello schema di decreto legislativo sulla riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali, sempre su proposta della senatrice Orrù, accolta e  fatta propria dal Pd e dal relatore, senatore Marco Filippi, in sede di trattazione è stata inserita anche la possibilità di istituire un ufficio amministrativo decentrato delle Autorità portuali di sistema nei porti dei comuni capoluogo di provincia che svolgerà le funzioni stabilite dal Comitato di gestione. La senatrice ha ringraziato il senatore Filippi, relatore del testo; il ministro  Delrio, per aver accolto le richieste , espressione di esigenze del territorio, assicurando la rappresentanza delle realtà portuali nelle città capoluogo di provincia, mantenendo al contempo un organismo snello e non snaturando la ratio della riforma, che punta sul sistema porti.

Non proprio dello stesso parere è il senatore A.D’Alì che sostiene che il porto di Trapani finirà con il dover subire l’egemonia dell’Autorità portuale di Palermo e aggiunge :” Il mio voto contrario contiene la condizione, comunque ottenuta, che il Governo sia obbligato a rispettare le prerogative delle Regioni a statuto speciale. E quindi la Regione Siciliana potrebbe chiedere di esprimere l’intesa prima che il Governo vari il decreto definitivo e che in quella sede “difenda” l’autonomia del Porto di Trapani e quella del Porto di Messina. Ciò naturalmente dipenderà dalla volontà del presidente della Regione e dalla capacità della deputazione regionale trapanese di ottenere un suo intervento».«Nello stesso parere il relatore Senatore Filippi ha parzialmente vanificato le richieste della Senatrice Orrù e mie di prevedere la partecipazione di un rappresentante della città di Trapani al tavolo dell’autorità di sistema a Palermo,essendo stato  previsto che il rappresentante di Trapani possa intervenire solo per le questioni strettamente legate al Porto di Trapani e non per le politiche di sviluppo, strategia e organizzazione dell’intera autorità di sistema. Per di più non è obbligatorio che l’autorità di sistema apra uno sportello amministrativo decentrato a Trapani, il che comporterà certamente gravi disagi per i nostri operatori marittimi che avranno l’onere di doversi recare in quello palermitano”. Per questi motivi il senatore D’Alì ha deciso di votare contro il provvedimento, ritenendolo  fortemente lesivo delle aspirazioni di autonomo sviluppo e crescita del Porto di Trapani. Avendo ottenuto uno spiraglio nella possibilità che la Regione Siciliana si attivi per difendere le sue prerogative ripone le sue speranze nell’assemblea regionale per far valere i diritti concessi dall’autonomia regionale.

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