Teatro e agricoltura, arte e natura. Al via il “Pagliorum”.

Pubblicato: giovedì, 30 giugno 2016
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Locandina PagliorumUn’arena gialla, costruita con 200 balle di paglia, e un palcoscenico naturale immerso nel verde che circonda la diga Baiata per performance artistiche di alto livello. Fonde teatro e agricoltura, arte e natura, il “Pagliorum”, la rassegna di teatro in campagna che prenderà il via lunedì 4 luglio, alle 21,30, nella splendida cornice paesaggistica del Parco Baiata, in via Sapone a Paceco. Il progetto artistico-rurale, promosso dall’associazione culturale “Spazio OniricO” e da “91027 ecosistemaAPE – Agricoltura pulita ed etica”, offre l’esperienza, unica nel trapanese, di una fruizione non convenzionale del teatro e, insieme, l’opportunità di beneficiare di un patrimonio ambientale, solo di recente riscoperto. La rassegna, giunta alla sua seconda edizione, propone 6 appuntamenti serali che, dal 4 luglio al 3 agosto, a partire dalle 21,30, vedranno in scena prosa teatrale, danza, musica e installazioni. Si inizierà il 4 luglio con “La ballata di Van Gogh”, spettacolo di e con Marco Bianchini, artista del Teatro della Caduta di Torino. Seguirà il 10 luglio “Mcbeth and Lady – ambizione a due” con regia Di Tony Contartese, mentre il 18 luglio sarà la volta de “Il ministro delle terre liberate” di Corrado Calda e Giusy Cafari. “A tre ombre” è il titolo della quarta performance, di e con Federica Aloisio, Federica Marullo e Gisella Vitrano, in programma per il 24 luglio. La danza contemporanea sarà la protagonista dell’appuntamento del 28 luglio con “Psycho” di Piera Spoto & company. Chiude la rassegna, il 3 agosto, la comicità di Rosario Lisma con la sua performance “Che gusti ci sono”.

Il Pagliorum nasce da un’iniziativa di Danilo Fodale, che ne cura la direzione artistica, di Manuel Mancino, a cui è affidata la progettazione ecologica, e di Maria Trombino, responsabile della grafica e della promozione. “L’espressione della bellezza del teatro – dicono gli organizzatori – si coniuga ad hoc con le potenzialità della natura così da generare un’intima sinergia tra agricoltura ecologica e arte. Il Pagliorum è l’esempio che là dove non riesce la città, ci pensa la natura”.

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