Antonio Calabrò presenta ad Alcamo “I mille morti di Palermo”

Pubblicato: martedì, 21 giugno 2016
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I mille morti di Palermo

ALCAMO. Appena riaperto il caffè letterario di Alcamo, con la denominazione di Qubbì e una nuova gestione, si appresta immediatamente a fare da cornice alla presentazione dell’ultimo libro di Antonio Calabrò edito da Mondadori “I mille morti di Palermo”.

Un libro che racconta degli uomini e del denaro e delle tante vittime della guerra di mafia che ha insanguinato l’Italia per decenni. Sono passati 30 anni dal maxiprocesso ma vive e necessarie sono ancora le testimonianze di quanti hanno vissuto le stragi, così come vivide sono le immagini degli agguati e dei tanti morti ammazzati.

Giorno 24 giugno alle 18:30 da Qubbì sarà Antonio Calabrò a racontare di quei fatti, da caporedattore de L’Ora durante la guerra di mafia e da cronista per Il Mondo e La Repubblica. Oggi Calabrò Senior Advisor Cultura della Pirelli e responsabile Cultura di Confindustria.

“I mille morti di Palermo è la cronaca della “guerra di mafia” che ha stravolto la città dal 1981 al 1985, lasciando per strada mille cadaveri, metà uccisi in modo plateale e metà spariti nel nulla. Le mosse preliminari della grande Strage e cioè le uccisioni del colonnello Giuseppe Russo, del giornalista Mario Francese, dei magistrati Cesare Terranova e Gaetano Costa, del capo della Squadra Mobile Boris Giuliano, del segretario della Dc Michele Reina e del presidente della Regione Piersanti Mattarella. E poi, dal 23 aprile 1981 (assassinio del capomafia Stefano Bontate) agli anni successivi, tutti gli altri, “i mille”: mafiosi, “malacarne”, uomini dello Stato, imprenditori. Sino all’inizio del maxiprocesso, istruito dal pool di cui erano protagonisti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, cominciato nell’aula bunker di Palermo ai primi di febbraio del 1986 e concluso con la conferma delle condanne di tutti gli accusati, sino al terzo grado di giudizio: un processo esemplare. Le storie dei morti, i retroscena degli omicidi, la geografia delle cosche mafiose, i ritratti di boss e killer, le cronache delle indagini giudiziarie, le reazioni della città impaurita, complice, ribelle, desolata. Pagine di storia, oramai. Ma con ombre e strascichi che hanno ancora sapore d’attualità”- si legge nell’introduzione all’evento di venerdì prossimo.

 

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