Porto di Castellammare, altro stop. Parla l’ex consigliere Giovanni Portuesi: “Meglio tardi che mai”

Pubblicato: sabato, 11 giugno 2016
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porto castellammareCASTELLAMMARE DEL GOLFO. In merito alla notizia dell’ennesimo “stop alla messa in sicurezza del porto di Castellammare”, arriva il commento dell’ex consigliere comunale Giovanni Portuesi.

La notizia dello “stop” arriva direttamente dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture che per “grave inadempimento dell’impresa esecutrice dei lavori”, ha rescisso il contratto con la Kostruttiva S.c.p.a. (ex CO.VE.CO.). Pubblichiamo integralmente il comunicato:

“La notizia della rescissione da parte del Dipartimento delle Infrastrutture della Regione del contratto con la Kostruttiva S.c.p.a. (ex CO.VE.CO.), l’impresa che si è aggiudicata l’appalto per la messa in sicurezza del porto di Castellammare del Golfo, “per grave inadempimento dell’impresa esecutrice dei lavori” mi impone di intervenire nella qualità di ex Presidente della Commissione consiliare speciale che nel periodo 2011/2012 si è occupata della questione.  Siamo stati profeti inascoltati! E ciò perché la Commissione da me allora presieduta aveva già chiesto alla Regione, nella sua relazione finale del giugno del 2012 (ben 4 anni fa!), di provvedere “alla rescissione del contratto di appalto in danno della ditta aggiudicatrice con contestuale nuova gara di appalto per il completamento delle opere mancanti; tenendo conto in fase di nuova progettazione delle mutate esigenze ambientali, economiche e turistiche”. Richiesta rimasta inevasa. Eppure già allora la medesima Commissione, al di là delle motivazioni oggi addotte dal Dipartimento delle Infrastrutture della Regione (“Nel 2016 il Genio Civile ha chiesto alla Kostruttiva di rielaborare i calcoli perchè quelli presentanti non erano conformi alle normative tecniche vigenti e ha invitato ad eseguire i lavori di messa in sicurezza per le opere portuali, cosa che l’impresa non avrebbe fatto” come riportato dal Giornale di Sicilia ), aveva rilevato e denunciato una serie di criticità che andavano dalla opacità della struttura societaria posta in essere per la esecuzione dell’appalto da parte delle ditte aggiudicatrici, alle perplessità in ordine alla reale possibilità che l’impresa esecutrice, per struttura, capitale sociale, esperienza nel settore e dotazione di attrezzature tecniche potesse proseguire i lavori; dalla sciagurata perdita dei fondi Por destinati alla realizzazione del porto per irregolarità e violazioni di legge, commesse dal dipartimento regionale per la Programmazione della Regione, come evidenziato dall’audit della Commissione europea i cui ispettori avevano rilevato “carenze significative nel funzionamento deisistemi di gestione e controllo, tali da giustificare l’interruzione dei termini di pagamento”, alla denuncia dell’inerzia della Regione che non aveva provveduto a diffidare le imprese coinvolte alla prosecuzione dei lavori né ad adottare provvedimenti per garantire la conclusione dei lavori nei tempi stabiliti dal contratto (tempi, si noti, già abbondantemente scaduti prima del sequestro giudiziario del cantiere nel maggio 2010) o richiamare alla osservanza delle generali norme contrattuali le imprese aggiudicatarie. Sta di fatto che dal maggio del 2010, data dello stop dei lavori, sono trascorsi 6 anni. Non voglio entrare nelle questioni di rilevanza penale; saranno i Giudici a stabilire definitivamente se sono stati commessi reati; una cosa è certa: abbiamo atteso troppi anni. La cittadinanza è stanca  di vedersi scippata la realizzazione di un’opera fondamentale per lo sviluppo economico di Castellammare del Golfo.palazzo crociferi castellammare
Sono trascorsi 6 anni e il porto è ancora lì: incompleto, danneggiato, dimenticato.
Non è più tollerabile che la Regione perda altro tempo; occorre ripartire da subito con gli strumenti che la legge mette a disposizione provvedendo ad una nuova progettazione e ad una nuova gara. Invito l’amministrazione comunale ad adoperarsi immediatamente perché questo avvenga; invito l’attuale Presidente del Consiglio comunale a convocare celermente un Consiglio comunale aperto sulla questione. Occorre che la cittadinanza tutta si attivi per denunciare la necessità che si realizzi finalmente uno degli strumenti più importanti per lo sviluppo economico del territorio. Abbiamo atteso inutilmente 6 lunghi anni; Castellammare del Golfo non vuole più attendere! 

Giovanni Portuesi”

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