“Una marina di libri”: oggi a Palermo la presentazione dell’ultima opera di Alessia Franco

Pubblicato: giovedì, 9 giugno 2016
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giulianodi Adnkronos

Giorgio Boris Giuliano non era solo il poliziotto tenace e moderno, grande nemico di Cosa nostra, era soprattutto un marito innamorato e un papà affettuoso, disponibile, “che riempiva lo spazio e l’atmosfera di gioia” e che raccontava ai tre figli le favole, cambiandone i finali. Conosciuto dal grande pubblico solo da poco tempo, grazie soprattutto alla fiction andata in onda su Rai1 con Adriano Giannini come protagonista, Giorgio Boris Giuliano, il capo della Squadra mobile di Palermo ucciso dalla mafia il 21 luglio 1979, viene adesso raccontato in un libro di Alessia Franco, ‘Raccontami l’ultima favola’ (Mohicani edizioni, 60 pagg., 10 euro), che si chiude con una lettera aperta della figlia Selima indirizzata al padre. “Eri un uomo allegro – scrive Selima – ma la tua non era quella allegria facile di chi si trova in mezzo agli eventi, o peggio di chi li sottovaluta. La tua allegria, il suo sorriso, avevano radici più profonde: erano scelti, coltivati giorno per giorno, per te e per gli altri”. “Come te anche io l’ho scelta, questa mia allegria – continua Selima Giuliano – C’era un tempo in cui invece l’avevo ricevuta da te, papà. Anzi, mi sentivo io stessa la pianta dell’allegria, c’eri tu ad innaffiarmi. era così bello e normale che non ci pensavo. Respiravo dolcezza e mi sembrava normale”. La prefazione è a cura di Lucia Risicato. Selima, che oggi è una quarantenne, madre di tre figli, all’epoca dell’omicidio del padre aveva appena sette anni. Il padre la chiamava ‘Chicchi’. Aveva dato un soprannome a ogni figlio. Così, il più grande, Alessandro, che oggi è il Questore di Lucca, era chiamato ‘Linus’ per il pollice perennemente in bocca (“era come il palmo in un amano, faceva da raccordo per tutti. Aveva allo stesso tempo la maturità di un adulto e la dolcezza di un bambino che ascolta le fiabe insieme alle sorelle”), ed Emanuela era soprannominata ‘Serenella’. Emanuela “era più tranquilla” rispetto a Selima, “più simile alla sua mamma. Si prendeva molta cura di tutti quelli che le stavano attorno. La prima era proprio la sorella”, scrive Alessia Franco. Nel libro, l’autrice immagina di fare incontrare Selima adulta con ‘Chicchi’, la bimba di allora, ritratta in una foto al mare assieme ai fratellini, alla mamma e al papà sulla spiaggia. Il libro di Alessia Franco, che verrà presentato stasera alle 19.30 all’Orto botanico di Palermo nell’ambito della manifestazione di Una Marina di Libri, descrive la vita privata del poliziotto, marito affettuoso e padre di tre figli che amava. “In vacanza – scrive Alessia Franco nel libro – all’aria aperta costruiva con i suoi figli delle casette di pietra e di fogliame. Nelle ore passate in mezzo alla natura, tutta la famiglia si divertiva a pensare a chi le avrebbe abitate. Fate, folletti, spiritelli del bosco? O qualche animale che in inverno avrebbe trovato rifugio proprio lì, e grazie a loro”. Nel libro spicca soprattutto la figura della figlia Selima. “Il suo nome significa ‘pace’ – scrive l’autrice – Ha due occhi grandi, castani, profondi. Due occhi che, come lei, sono sinceri, penetranti. Come quelli di suo padre, Giorgio”, come veniva chiamato Giuliano in famiglia. E come si chiama il figlio di Selima. Mentre alla Squadra mobile tutti lo chiamavano Boris Giuliano. Selima non ama molto apparire. In tutti questi anni ha quasi sempre disertato, con la sua famiglia, le manifestazioni pubbliche per ricordare le vittime della mafia. Lei preferisce andare nelle scuole e parlare ai più giovani. Ai bambini.

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