La vendetta arriva con il fuoco

Pubblicato: mercoledì, 8 giugno 2016
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IMG_0027Incendio doloso nei terreni appartenuti all’ergastolano Vito Marino, l’imprenditore di Paceco artefice di una maxi truffa e colpevole per un triplice omicidio commesso a Brescia nel 2006
Doppio incendio doloso in contrada Sarbucella, nelle campagne tra la frazione di Dattilo (Paceco) e Trapani. Ad essere stati gravemente danneggiati terreni coltivati a grano che sono stati confiscati all’imprenditore agricolo di Paceco Vito Marino, attualmente ricercato per la condanna all’ergastolo pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Milano a proposito del triplice omicidio della famiglia Cottarelli, del presunto faccendiere Angelo, della moglie Marzenne e del figlio Luca appena di 17 anni, compiuto a Brescia nel 2006. Una strage che si inserisce all’interno di un contesto truffaldino, Marino era a capo di una holding che ha inghiottito facendoli sparire circa 50 milioni di contributi e finanziamenti pubblici destinati agli investimenti in agricoltura. per questa indagine Vito Marino da parte del Tribunale delle misure di prevenzione di Trapani ha subito il sequestro di ogni sua proprietà. A pochi giorni dalla sentenza di condanna è arrivata quella che gli investigatori leggono come una vendetta, ossia l’incendio dei terreni appartenuti a  VitoMarino, notoriamente figlio del boss mafioso Girolamo, ucciso nel 1986 dall’attuale super latitante Matteo Messina Denaro.
IMG_2691Due incendi il 6 e 7 giugno, roghi dolosi appiccati in pieno giorno, tutti e due attorno alle 15, con uso di liquido infiammabile. Il fuoco è stato appiccato in zone centrali dei terreni, gli incendiari non si sono fermati sul ciglio della strada ma si sono perfettamente addentrati, per nulla impauriti del fatto che qualcuno avrebbe potuto anche vederli. A bruciare sono stati 20 ettari di terreno, iun cenere è finita una produzione di grano per circa 40 quintali. Secondo la ricostruzione il 7 giugno è stato appiccato un nuovo incendio dopo che il giorno precedente a causa del vento che era girato, le fiamme sono rimaste all’interno della parte già bruciata. Ma non ci sono stati solo questi due incendi, ma anche un terzo in una zona poco distante, certamente non confinante con i terreni dei Marino. Ad essere stato incendiato un altro terreno seminativi di proprietà dell’operaio che si prendeva cura dei terreni dei Marino su incarico degli amministratori giudiziari. Segnale chiaro, dicono gli investigatori, con lo Stato non si può collaborare. Le indagini sono condotte dai carabinieri, gli amministratori giudiziari hanno anche informato il Tribunale delle Misure di Prevenzione.  Nell’indagine sulla maxi truffa emerge che Angelo Cottarelli sarebbe stato uno dei fornitori  di false fatture, che Vito Marino usava per incassare i finanziamenti, e quando però tra i due è insorto il contrasto ad avere la peggio è stato il Cottarelli assieme alla moglie e al figlio diciassettenne, tutti uccisi nella loro casa. Vito Marino è stato ritenuto il colpevole assieme al cugino Salvatore anche lui per adesso uccel di bosco.
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