Bonventre sull’inchiesta “affari sporchi”: mai riunioni di giunta a casa Perricone

Pubblicato: mercoledì, 25 maggio 2016
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BonventreBonventre precisa che nessuna riunione si è tenuta da Perricone e che la sua permanenza in giunta è durata di soli tre mesi.

ALCAMO. Rompe il silenzio l’ex Sindaco di Alcamo, Sebastiano Bonventre, in merito ad alcune notizie stampa sulla vicenda “affari sporchi”. In primis il fatto che si tenessero riunioni di Giunta a a casa e/o negli uffici di Pasquale Perricone: l’affermazione è totalmente destituita di ogni fondamento. Ricordo che Perricone,cui auspico sappia chiarire la sua posizione,ha ricoperto la carica di vicesindaco per circa tre mesi essendosi subito dimesso per partecipare quale candidato alle elezioni regionali. Al più può essersi svolta in quelle sedi qualche riunione di maggioranza politica ma nulla che abbia a che fare con attività di giunta.

Bonventre evidenzia anche come Area Democratica sia uscita dalla maggioranza già dal secondo anno del suo mandato.

Ricordo ancora – precisa l’ex sindaco – come Area Democratica sia uscita dalla maggioranza oltre un anno prima delle mie dimissioni. Ricordo altresi’ come il piano triennale delle opere pubbliche venga approvato dal Consiglio Comunale e non dalla giunta che elabora semplicemente una proposta assolutamente non vincolante. E gli atti delle sedute consiliari sono la migliore attestazione di ciò.

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2 Commenti
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  1. Giovanni scrive:

    Precisazioni inutili quanto inutile è stata la Sua, e quella della Sua intera Giunta, purtroppo lunga permanenza in Alcamo.
    Sorge spontanea una domanda: Ma la dignità data dal silenzio è una Sua prerogativa?…. dopo una attenta meditazione un consiglio: Cerchi di non proporsi in futuro per la guida di nessuna altra comunità per il Suo bene e per quello della comunità.

  2. damiano scurto scrive:

    Ora dico io: dovendo andare alle elezioni,come si fa a votare per l’uno o l’altro visto che si cambia solo l’orchestrale e la musica è sempre la stessa ? Una volta i politici erano orgogliosi di fare politica (senza stipendio)e da allora si chiamano ONOREVOLI, adesso dovremmo chiamarli DISONOREVOLI. E’ una continua vergogna. Povera Italia ! Mi vergogno di essere italiano.

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