Arrestato l’ex vice-sindaco di Alcamo Pasquale Perricone e altri cinque alcamesi

Pubblicato: martedì, 24 maggio 2016
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PerriconeEmessi nella giornata di ieri sei ordini di carcerazione a sei alcamesi. Tra questi l’ex vicesindaco Pasquale Perricone. Trentadue gli indagati nella vicenda.

ALCAMO. E’ finito in manette l’ex vice-sindaco di Alcamo, Pasquale Perricone, e altri cinque alcamesi, a conclusione di un indagine per truffa e reati fallimentari. L’inchiesta ruota attorno ad alcune società, legate all’imprenditore, e l’esistenza di un vero e proprio “comitato d’affari” in grado di influire sulla gestione politica e amministrativa del Comune di Alcamo, specie nel settore degli appalti pubblici. Ad aggravare l’inchiesta si aggiunge anche il ruolo che alcune famiglie mafiose, come quella dei Melodia, avrebbero potuto assumere nell’ascesa imprenditoriale e politica del Perricone. Infatti, secondo la testimonianza di alcuni collaboratori di giustizia, sentiti negli anni precedenti, il Perricone veniva considerato come un uomo di riferimento dei “Melodia” nel campo dell’imprenditoria e all’interno dell’Amministrazione del Comune di Alcamo. Anche nell’ indagine odierna numerosi indizi potrebbero avvalorare questa tesi.

L’operazione e le indagini sono coordinate dalla Procura di Trapani e dalla Guardia di Finanza di Alcamo e Trapani.

Oltre a Pasquale Perricone sono stati coinvolti nell’inchiesta: Girolama Maria Perricone, classe 1966, Marianna Cottone, classe 1982, Emanuele Asta, classe 1961, Francesca Cruciata, classe 1957, Mario Giardina, classe 1964 e Domenico Parisi, classe 1966.

Tutti sono stati tradotti in carcere tranne Cruciata e Giardina che sono finiti agli arresti domiciliari, e Domenico Parisi a cui è stato imposto il divieto d’esercizio di attività professionale.

Pochi mesi addietro, nel marzo 2016, avevamo già anticipato in un nostro articolo, del sequestro preventivo di alcuni conti legati a Perricone. Allora l’ex vice-sindaco commentò: “Il sequestro preventivo del GIP del Tribunale di Trapani che mi è stato notificato  di recente, non ha ad oggetto i miei “conti personali” ne, tantomeno, i conti della società cooperativa Promosud,  che ad Alcamo ha svolto corsi di formazione professionale, ma soltanto ed esclusivamente un mandato di pagamento di circa €. 60.000 che la regione stava per erogare, a saldo di attività svolte, nei confronti della predetta società”

Pasquale Perricone, è stato per anni un punto di riferimento della politica alcamese, con il suo movimento Area Democratica, quest’ultimo sciolto nei mesi scorsi, probabilmente a seguito di questi guai giudiziari del loro leader.

Nelle prossime ore pubblicheremo i dettagli completi dell’operazione a seguito della conferenza stampa che si sta svolgendo in queste ore a Trapani, presso il comando provinciale delle fiamme gialle in presenza del Procuratore della Repubblica di Trapani, Marcello Viola.

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3 Commenti
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  1. crocetta o meglio il governo regionale deve fare piazza pulita di tutti questi funzionari corrotti e corruttibili….no di noi operatori puliti ..a casa senza futuro dopo 30 anni di servizio

  2. Monica scrive:

    PER ABC

    Perricone, secondo alcuni collaboratori di giustizia, sarebbe contiguo alla famiglia mafiosa dei Melodia di Alcamo, che in un determinato periodo lo aveva eletto a “uomo di riferimento” nel campo imprenditoriale e all’interno dell’amministrazione comunale di Alcamo. Nell’indagine sarebbero diversi gli indizi che lasciano presumere che Perricone, nell’ascesa imprenditoriale e politica, “si sia consapevolmente avvantaggiato del beneplacito della famiglia mafiosa dei Melodia”.

  3. Alice scrive:

    Perricone, secondo alcuni collaboratori di giustizia, sarebbe contiguo alla famiglia mafiosa dei Melodia di Alcamo, che in un determinato periodo lo aveva eletto a “uomo di riferimento” nel campo imprenditoriale e all’interno dell’amministrazione comunale di Alcamo. Nell’indagine sarebbero diversi gli indizi che lasciano presumere che Perricone, nell’ascesa imprenditoriale e politica, “si sia consapevolmente avvantaggiato del beneplacito della famiglia mafiosa dei Melodia”.

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