Bulgarella, la Cassazione dà ragione ai pm fiorentini

Pubblicato: venerdì, 6 maggio 2016
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Colpo di scena per l’indagine sull’imprenditore trapanese, smentiti Tribunale del Riesame e procuratore generale

 

bulgarellaLa Cassazione dà ragione ai pm fiorentini. Il Tribunale del Riesame di Firenze deve tornare a pronunziarsi sul ricorso che l’imprenditore Andrea Bulgarella e gli altri indagati della maxi inchiesta che chiama in causa anche ambienti vicini al boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro nonché banchieri e importanti manager come il super big di Unicredit Fabrizio Palenzona.

Come si ricorderà all’indomani del provvedimento di sequestro emesso dalla Procura di Firenze ed eseguito dai carabinieri del Ros, l’imprenditore Bulgarella aveva presentato ricorso al Tribunale del Riesame che gli aveva dato parzialmente ragione annullando una parte dell’ordinanza, proprio quella sui rapporti che avrebbe avuto nel tempo con Cosa nostra. I pm fiorentini hanno impugnato l’ordinanza in Cassazione e si trovarono anche con il sostituto procuratore generale,  Ciro Angelillis, pronto a dare loro torto. Quando sembrava che il destino del ricorso dei magistrati fiorentini era segnato, invece oggi il colpo di scena. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta del pg ed ha invece accolto il ricorso della Procura di Firenze.

L’ordinanza di sequestro deve tornare al Tribunale del Riesame per un nuovo pronunciamento. L’indagine contro Bulgarella riguarda i reati di truffa e appropriazione indebita con l’aggravante dell’art7 (sostegno alla mafia). Una inchiesta tra imprese, mafia, massoneria. Il blitz dei carabinieri del Ros risale all’ottobre scorso. La requisitoria del pg della Cassazione a favore del pronunciamento di dissequestro di alcuni documenti dell’indagine fu diffusa “a caratteri cubitali” dal gruppo imprenditoriale come se si trattasse di una “vittoria” processuale già acquisita, ed invece ogni tanto esiste “un giudice a Berlino”.

Prendiamo atto della decisione della Corte di Cassazione, ma “siamo sin d’ora certi che esse non riguardano in alcun modo la posizione di Andrea Bulgarella e delle sue società rispetto ai fatti contestati, che erano e rimangono di nessun fondamento”. Lo affermano in una nota i legali dell’imprenditore siciliano trapiantato a Pisa, Andrea Bugarella. “La decisione della Corte – scrivono gli avvocati Tullio Padovani, Andrea Bottone, Francesco Marenghi e Giulia Padovani – investe piuttosto il ruolo e il grado di controllo del giudice del riesame sulle iniziative di acquisizione documentale del pubblico ministero. E proprio il caso di specie dimostra che si tratta di un tema che è aperto a diverse conclusioni, visto che la procura generale presso la Corte di Cassazione aveva chiesto il rigetto del ricorso”.

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