Caso Marino, ricorso inammissibile

Pubblicato: martedì, 19 aprile 2016
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Tribunale TrapaniIntanto il legale presenta un esposto alla magistratura nissena e grida al complotto

Il Tribunale del riesame di Trapani ha respinto perché inammissibile il ricorso che personalmente l’avv. Nino Marino aveva presentato contro il verbale relativo alla perquisizione subita contestualmente alla notifica dell’avviso di garanzia per pedofilia e reati finanziari. Il Tribunale ha osservato che il verbale non può essere oggetto di ricorso. A dare esecuzione alla perquisizione è stata infatti una ordinanza, non intaccata dal ricorso, pronunciata dal gip del Tribunale di Trapani su richiesta della Procura. Venne eseguita dagli agenti delle sezioni di pg della Finanza e della Forestale, alla presenza dei pm Marco Verzera e Sara Morri e del presidente del Foro di Trapani avv. Umberto Coppola, quest’ultimo inizialmente indicato come difensore d’ufficio, come lo stesso Coppola ha precisato, oggi difensore di fiducia è l’avv. Giuseppe Maria Ingrassia. Ricorso quindi non ammissibile. Intanto però alcuni organi di informazione , alcuni brevemente altri in modo più approfondito, hanno dato altra notizia, cioè quella di un esposto presentato dall’avv. Marino alla Procura di Caltanissetta. Destinatari, si è pure appreso, anche Csm, procura generale della Cassazione e la stessa Procura di Trapani. Un esposto che l’avv. Marino ha presentato per sostenere di “essere vittima di un complotto”. Si potrebbe ben parlare di un esposto annunciato. Infatti l’avv. Nino Marino, prima ancora che sapesse ufficialmente lui stesso dell’indagine per pedofilia che lo riguardava, aveva ammesso la paternità di tre pagine “autogestite” fatte uscire, senza firma, su un settimanale locale, Social, sotto il titolo “Il caso di un professionista trapanese” (28 gennaio 2016), nelle quali sostanzialmente si parlava già di “complotti”. A quell’epoca Marino difendeva il notaio Francesco Di Natale in alcuni procedimenti relativi all’esercizio irregolare della sua professione (per il quale Di Natale è stato condannato) ma le tre pagine arrivavano dopo il clamoroso arresto della convivente del notaio accusata di avere fornito droga a soggetto minorenne. Una indagine che su altro versante intaccava lo stesso notaio per reato di favoreggiamento nello spaccio. Pare che in questi giorni l’avv. Marino abbia rinunciato di proseguire nella difesa del notaio. Non si può però oggi dire se anche questo sia da inserire nello scenario da complotti descritto dal noto legale trapanese.

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