Il gruppo della lista “Nello Musumeci Presidente” di Castellammare del Golfo sul referendum del 17 aprile: “La bellezza non Sì trivella”

Pubblicato: venerdì, 15 aprile 2016
Vota l\'articolo
3
Vota l\'articolo
0

diventerà bellissimaCASTELLAMMARE DEL GOLFO. “La bellezza non Sì trivella” è lo slogan del comitato promotore del movimento “Diventerà Bellissima” che fa capo al presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci.

Il gruppo di Castellammare del Golfo della “Lista Nello Musumeci Presidente-Diventerà Bellissima”, rappresentata da Giovanni D’Aguanno voterà “SÌ” al referendum che si terrà domenica 17 aprile.

In una nota, il coordinatore D’Aguanno afferma: “l’economia della nostra isola è sicuramente  basata su tre parole che come tre pilastri portanti possono essere riassunti in uno slogan magari già più volte adottato ma in questo caso quanto mai attuale Mare Cultura Sole, una imprescindibile trilogia di parole che ben riassume e la nostra vocazione prettamente turistica è che in un isola come la SICILIA, da sempre crocevia e crogiolo di civiltà che a partire  dagli antichi fenici e greci si sono intersecate qui  fino ad oggi , creando quello che è adesso la nostra isola: Isola in un MARE di luce.”

“E parlando di MARE è opportuno seppur a grandi linee significare quanto sia  importante recarsi in massa alle urne e votare SÌ, per dire NO alle concessioni per trivellare i fondali del nostro mare. Non volendo essere dilunganti – spiegano i componenti del gruppo “Nello Musumeci Presidente” di Castellammare – stiamo parlando di un impatto ambientale disastroso e nell’aspetto e nella sua funzionalità effettiva , infatti cambia poco se queste concessioni “Trivellanti” siano al di qua o al di là delle miglia marittime 12! Brevemente e volendo toccare qua e là qualche punto e sottopunto senza neanche approfondirlo.giovanni d'aguanno nello musumeci 2

I vari tentativi di ricercare petrolio e gas naturale, nei nostri territori mostra una serie di limitazioni tratte da considerazioni di quantificazione quali:

1) Queste estrazioni sono costose e pericolose:

  • Anche superando questo punto chi ci dice che non si trattino di piccole riserve limitate nel tempo?
  • Si consideri il quasi sempre grande impatto nei nostri paesaggi che per conformazione naturale hanno dimensioni limitate (conseguenza un grosso impatto visivo nel paesaggio) immaginate di essere a mare e come panorama all’orizzonte una bella piattaforma;
  • Quindi impatto sul turismo balneare delle coste, sula stessa pesca marina, dove ancora esiste in misura autorevole;
  • Impatto infine anche sull’ecosistema sottomarino e sul suo stesso fondale (parliamo di un evento di sondaggio e trivellazione del fondo);
  • Non dimentichiamo che diverse porzioni di mare della nostra isola sono individuate come ecosistemi incontaminati che possono essere inquinati da perdite di idrocarburi in mare ma non solo;

2) Tanto per parlarne “AIRGUN” che non è uno sport del tipo “softair”:

  • La fauna marina non rischia di essere compromessa da perdite inquinati varie ma può essere danneggiata dalle piattaforme petrolifere perché spesso viene adottata la tecnica dell’AIRGUN. L’Air gun permette l’ispezione dei fondali marini attraverso il rilascio in mare di aria compressa. Il rumore che prodotto da questa tecnica è pari a 100.000 volte quello del motore di un jet e ciò per la fauna marina è dannosissimo. Può infatti provocare lesioni permanenti letali o mortali.

Nello Musumeci presidenteÈ una risposta, – continuano – che questa parte di popolo italiano, di cui ne fanno parte sei regioni, deve dare al governo Renzi un governo composto da giovani bello sì all’apparenza, ma nella sostanza …

Noi siamo in disaccordo e pensiamo che le risorse primarie del nostro territorio sono ben altre. L’ambiente è una di quelle, che va anzitutto tutelato e rispettato per il bene nostro e poi per i nostri figli.”

“Penso – conclude Giovanni D’Aguanno – che sia difficile raggiungere il quorum, perché la gente è poco informata, però noi ci proviamo. Il movimento di cui faccio anche parte, “Diventerà Bellissima”, ha istituito un comitato promotore contro le trivellazioni nei nostri mari che porta il nome #labellezzanonSItrivella.”

Letto 745 volte.
2 Commenti
Dì la tua
  1. Giovanni DS scrive:

    Che squallore politicizzare così un referendum, e sfruttare l’ignoranza della gente!!! Entrando nel merito della questione, è insussistente il quesito referendario. Il fatto che dopo 45 anni di concessioni, le 11 piattaforme oggetto della norma sottoposta a referendum, non possano completare le loro estrazioni di gas e petrolio, è incomprensibile sia per ragioni economiche che di buon senso. Saremmo chiamati a sostituire quelle quantità estratte con importazioni di gas e petrolio che accrescerebbero i pericoli ambientali per il modo in cui arrivano nel paese. Bisogna invece valorizzare le risorse della nazione. Il referendum non è inutile, ma anzi è DANNOSO, perché si propone di eliminare dalla bilancia energetica una quantità che riguarda il 10 per cento del fabbisogno, tenendo conto che già importiamo l’80 per cento dell’energia che ci serve. Diventeremmo totalmente dipendenti dal petrolio estero. Coloro che sostengono che sarebbe meglio investire sulle energie rinnovabili parlano senza conoscere i fatti: l’Italia ha già investito tanto sulle rinnovabili e ha già raggiunto l’obiettivo Europa 2020 (ndr: riduzione delle emissioni di gas serra del 20 per cento rispetto al 1990, il 20 per cento del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili e l’aumento del 20 per cento dell’efficienza energetica) con tre anni di anticipo. Siamo andati già molto oltre l’obiettivo dell’utilizzo di energie rinnovabili. E poi c’è da sottolineare che le energie rinnovabili non sono sostitutive bensì integrative delle energie fossili. I pannelli solari o gli impianti eolici lavorano solo per determinare ore al giorno e per cui c’è comunque sempre bisogno di altri tipi di energie da integrare. Consideriamo inoltre cosa significherebbe sostituire il 10 per cento di energia derivante da gas e petrolio con il 10 per cento derivante da pale eoliche o fotovoltaici: per produrre la stessa quantità di energia servirebbero impianti per un’estensione pari a quella di almeno tre regioni d’Italia.

  2. Come mai nessuno si preoccupa dei liquami di Castellammare scaricati direttamente in mare?

Clicca QUI per lasciare un commento o usa il social plugin di Facebook

XHTML: Puoi usare i seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>