Strage Cottarreli, chiesto ergastolo per i Marino

Pubblicato: giovedì, 14 aprile 2016
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vito sre marinoI cugini pacecoti Vito e Salvatore Marino tornati alla sbarra per il delitto della famiglia bresciana, oggi il pg ha chiesto severa condanna

Il processo per la strage della famiglia Cottarelli che risale all’agosto del 2006 è tornato laddove si era già determinato prima dell’annullamento deciso in Cassazione. Per iI cugini pacecoti Vito e Salvatore Marrino il sostituto procuratore generale di Milano Lucilla Tontodonati ha chiesto la condanna all’ergastolo. La precedente analoga sentenza pronunciata da un’altra sezione della Corte di Assise di Appello era stata annullata dalla Cassazione, ma ancora oggi il pg ha fornito ai giudici prove inequivocabili sulla responsabilità di Vito e Salvatore Marino per la morte violenta di Angelo Cottarelli, di sua moglie Marzenne e del figlio sedicenne Luca. Un triplice omicidio che si incastra all’interno di un’altra vicenda tutta trapanese e cioè una maxi truffa gestita da Vito Marino. Angelo Cottarelli in questa indagine era stato anche lui denunciato quale presunto fornitore di fatture false che servivano al Marino per architettare il raggiro economico per svariati milioni di euro ai danni di Ue, Stato e Regione Sicilia. vito-marino-e1437057765107Un forte contrasto tra Marino e Cottarelli ha per il pg di Milano condotto alla terribile strage commessa nell’agosto di 10 anni addietro, i Cottarelli furono uccisi, sgozzati, in modo animalesco, dentro la loro casa nella periferia bresciana. Ad accusare i Marino fu Dino Grusovin, anche lui come Cottarelli una sorta di faccendiere, testimone della strage, oggi in carcere a scontare una condanna a 20 anni. Vito Marino pretendeva da Cottarelli la restituzione di una ingente somma, 1 milione di euro, denaro che poi la Polizia trovò celato all’interno della casa dell’ucciso. I cugini Marino vennero assolti in primo grado, condannati all’ergastolo nel primo appello, ma la Cassazione annullò la sentenza rimandando gli atti a Milano. Anche nel corso del secondo appello vennero condannati all’ergastolo, ma per la seconda volta la Suprema Corte annullò la sentenza. Salvatore e Vito marino a Brescia / arch - fotografo: stefano cavicchi / corriere brescia

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