Mafia ad Alcamo e Castellammare del Golfo: la Cassazione rigetta i ricorsi di Rugeri e Sottile.

Pubblicato: mercoledì, 13 aprile 2016
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Si è celebrata ieri, dinanzi alla II^ sezione penale della Corte di Cassazione, l’udienza relativa al procedimento che vede imputati Diego Rugeri (classe ‘80) e Michele Sottile (classe ‘62) in ordine ai reati di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione.

“La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da Rugeri e Sottile confermando, di fatto, la sentenza già emessa dalla Corte di Appello di Palermo nel marzo 2015, e condannando peraltro costoro anche al pagamento delle spese processuali in favore delle parti civili” si legge in una nota dell’avvocato Finazzo.

Nel procedimento in questione si erano costituite come parti civili il Comune di Castellammare del Golfo, l’Associazione Antiracket ed Antiusura di Alcamo e la società Termoplast srl, tutte difese dall’avvocato alcamese Alessandro Finazzo, il quale dichiara: “…accogliamo il verdetto della Corte con viva soddisfazione. Il risultato processuale ottenuto, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto, indirettamente, il Comune di Castellammare del Golfo e l’Associazione Antiracket di Alcamo, è senz’altro un importante segnale sociale contro la criminalità organizzata…

Rugeri e Sottile vennero arrestati nel 2012 durante l’operazione antimafia denominata “Crimiso” che permise di smantellare la rete delle estorsioni tra Alcamo e Castellammare del Golfo. L’attività di intercettazione, i servizi di pedinamento, le indagini della squadra mobile di Trapani e del Commissariato di Castellammare del Golfo, e grazie anche alle testimonianze di alcuni degli imprenditori taglieggiati, evidenziarono come i soggetti in questione si prodigavano nell’attività di taglieggiamento nei confronti di diversi imprenditori e commercianti.

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10 Commenti
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  1. Leonardo scrive:

    Alcuni imputati alcamesi sono difesi da un avvocato candidato sindaco di Alcamo.

  2. Leonardo scrive:

    ove condannati ed una assoluzione per gli imputati dell’operazione antimafia “Crimiso”. L’operazione, che portò all’arresto di dodici persone nel giugno 2012, avvenuta tra Alcamo, Castellammare del Golfo, Calatafimi e Milano permise agli agenti di azzerare il braccio armato di Cosa nostra in provincia di Trapani. L’operazione “Crimiso” permise di individuare la rete delle estorsioni tra Alcamo e Castellammare.

    Ieri con la sentenza del gup di Palermo sono state emesse le condanne per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Le condanne più pesanti sono state inflitte a Michele Sottile condannato a 8 anni e 2 mesi, a Vincenzo Campo 8 anni e ad Antonino Bonura (considerato il capo della famiglia mafiosa di Alcamo) 8 anni. Nicolò Pidone 6 anni e 6 mesi, Sebastiano Bussa e Rosario Tommaso Leo 6 anni, Giuseppe Sanfilippo 5 anni e 2 mesi, 4 anni per Salvatore Mercadante e Vincenzo Bosco. Quest’ultimo accusato di tentata estorsione (con l’aggravante di aver favorito Cosa nostra) invece tutti gli altri sono stati chiamati a rispondere di associazione mafiosa dai Pubblici Ministeri della Procura di Palermo, Carlo Marzella e Laura Vaccaro.

    L’unico assolto è l’ergastolano Antonino Bosco. Il suo avvocato è riuscito a dimostrare che le intercettazioni con il cognato riguardavano dissidi interni e non c’entravano niente con la famiglia mafiosa di Alcamo. In attesa di giudizio Diego “u nico” Rugeri che ha scelto il rito ordinario.

    I fatti contestati riguardano una serie di estorsioni ai danni di alcuni imprenditori e ristoratori di Castellammare. Si tratta nello specifico del ristorante Egesta Mare, del bar Vogue, del bar la Sorgente e altri imprenditori caduti nella morsa delle estorsioni. L’operazione “Crimiso” ha permesso agli inquirenti di evidenziare l’organigramma della famiglia mafiosa di Alcamo, storicamente composta dalle famiglie di Castellammare, Alcamo e Calatafimi. Dalle intercettazioni sono emersi i dissidi interni tra Michele Sottile e Diego Rugeri, rischiando di sfociare in una faida tra la “vecchia” e la “nuova” mafia, prontamente scongiurata con una riunione intercettata dagli inquirenti.

    • Leonardo Tartamella scrive:

      Sig Leonardo, Lei ogni volta dice la stessa cosa. Perché non si candida lei a sindaco? Venga allo scoperto con norme e cognome e dica che è contro la mafia? Come fa a confondere il lavoro svolto da un avvocato con quello svolto da sindaco? Questo conflitto di interessi che lei presume è infondato e diffamante. Lei peraltro ha riportato in commento la sentenza di primo grado. Le faccio presente che l’articolo sopra esposto si riferisce ad altra operazione ovvero denominata Tempesta, non a quella Crimiso. La redazione di Alpa Uno ha già provveduto a rettificare.

      Ad maiora, Leonardo T.

  3. Leonardo scrive:

    Il difensore di Bonura e Campo è DARA l’attuale candidato a sindaco di ABC.
    Peraltro contro di questi condannati con sentenza definitiva dalla Cassazione il Comune di Alcamo si è costituito parte civile.

    • mihaela scrive:

      Sig Leonardo per la sua conoscenza sig darà e un avvocato per tanto non fa nulla di sbagliato ma svolgere il suo lavoro di avvocato invece lei che lavorò fa buttare fango sulle persone

    • S.Campo scrive:

      Assolutamente scorretto ciò che dice.
      La smetta. Venga allo scoperto!

      Salvatore Campo

  4. Giuseppe scrive:

    Inopportuno e di cattivo gusto per un difensore di mafiosi candidarsi a sindaco, dico e’ legittimo ma poco opportuno.

  5. Veronica scrive:

    Ci vuole una presa di posizione netta contro la mafia da parte ABC, deve dire pubblicamente che non vuole i voti mafiosi o dei mafiosi. NO ALLA MAFIA

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