Imprenditore testardo, continua con le estorsioni e viene riarrestato

Pubblicato: lunedì, 14 marzo 2016
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tribunale-trapaniSi tratta di Massimo Tempesta, titolare della Trapani Multiservice. Indagini della sezione di pg della Finanza presso la Procura di Trapani.

Nonostante gli arresti domiciliari subiti lo scorso luglio, nonostante il relativo procedimento penale in corso, giunto alla fase della richiesta di rinvio a giudizio, con udienza già fissata per il prossimo 22 marzo dinanzi al gip del Tribunale di Trapani, Massimo Tempesta, 45 anni, titolare di una impresa di pulizie e servizi, la Trapani Multiservice, è stato riarrestato ancora dagli agenti della sezione di pg della Guardia di Finanza, diretta dal maresciallo Francesco Bertolino.

E’ stato il pm Andrea Norzi a chiedere al gip, Emanuele Cersosimo, la nuova misura cautelare, ma stavolta per Tempesta invece dei domiciliari è stata disposta la custodia in carcere, per il reato di estorsione aggravata e continuata.

L’indagine su Tempesta riguarda i suoi comportamenti fuorilegge nei confronti dei dipendenti. Trattenute irregolari sulle buste paga, mancato versamento di somme a carico del Tfr ed altre vessazioni. L’indagine principale giunta dinanzi al gip si è arricchita della collaborazione di alcuni dipendenti, italiani e stranieri, che hanno portato le prove degli illeciti subiti dal loro datore di lavoro. Tempesta nel frattempo aveva ottenuto la remissione in libertà a condizione proprio della regolarizzazione dei rapporti di lavoro oggetto dell’indagine. Ma libero l’imprenditore è tornato secondo procura e investigatori della Finanza a porre in essere i suoi comportamenti fuorilegge. Addirittura licenziando, adducendo problemi di mancanza di commesse di lavoro, proprio i dipendenti che risultavano avere collaborato con la magistratura, mantenendo al posto di lavoro gli unici due che non l’avevano denunciato e procedendo ad assumere 12 nuove persone.

Gli elementi raccolti dai finanzieri e portati al pm Norzi sono risultati schiaccianti, perché Tempesta non avrebbe nemmeno provveduto a restituire ai dipendenti le somme trattenute in busta paga e sul Tfr e procedendo nel suo solito fare nella gestione dell’impresa.

L’ordinanza riporta la trascrizione di una intercettazione nella quale Tempesta mostra astio per chi lo ha denunciato, in particolare un cittadino straniero: “siamo a Trapani e un romeno di merda non può venire a dettare legge”.

Oggi per Massimo Tempesta si sono aperte le porte del carcere, il prossimo 22 marzo dovrà comparire dinanzi al gip per il primo provvedimento per il quale aveva chiesto di potere patteggiare. Già il pm Norzi aveva dato parere negativo, scontato che dinanzi al ripetersi del comportamento fuorilegge anche il gip rigetti la richiesta.

Tempesta praticamente è stato nuovamente sorpreso con le cosidette mani nella marmellata. L’indagine aveva preso avvio dalla denuncia di una operaia che ha raccontato delle pressioni, minacciose subite per costringerla a restituire al Tempesta parte del Tfr maturato. Secondo le indagini delle Fiamme Gialle, Tempesta procedeva al licenziamento dei dipendenti, liquidava il Tfr maturato e pretendeva indietro parte della somma, e poi tutto ripartiva con le nuove assunzioni con la certezza che il dipendente “era consenziente”.

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