Cusumano, candidato PD e Città Attiva a Sindaco di Alcamo: “Metodi nuovi e innovativi”

Pubblicato: lunedì, 7 marzo 2016
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Vincenzo CusumanoAbbiamo incontrato il Candidato del Partito Democratico e di “Città Attiva” a Sindaco di Alcamo. In passato Assessore con Massimo Ferrara Sindaco ed ex segretario del PD.

Come nasce la sua candidatura?
“La mia candidatura parte da relativamente lontano, nel momento in cui il Partito Democratico ha fatto una serie di consultazioni, in un momento in cui c’era una fase di impasse, con molta timidezza ho detto: se ci sono difficoltà io sono disponibile a candidarmi, ma questa candidatura deve esser condivisa. Da qui nascono le primarie. La candidatura a Sindaco non è un concorso, è la condivisione di un progetto e devono partecipare i cittadini, non può nascere nell’ambito di una segreteria politica. Quindi ho insistito affinché si potessero celebrare le primarie, aspettando anche mesi per vedere se vi fossero altre candidature, poi sappiano com’è finita”.

Infatti, una sua opinione su questa vicenda?
“Mi sono attenuto alle scelte dell’assemblea. Ci credo fino alla fine che le scelte debbano essere fatte attraverso la condivisione e una consultazione più larga possibile, ma quello che è accaduto nasce dal fatto che nessuno sapeva della candidatura di Benenati, seppur alcuni componenti auspicavano l’individuazione di qualche altra candidature per le primarie, ma a differenza dell’altra candidatura, io ho cercato di fare tutto alla luce del sole cercando di coinvolgere più persone a sostegno del mio progetto, che è nato da una associazione, “Città Attiva”, anche se lo scopo non era questo. Condivido la scelta finale del partito per un aspetto, cioè le decisioni sono state prese tutte in assemblea, sono state all’unanimità.

Quale progetto per Alcamo?
Un progetto che è aperto ad altre idee diverse, infatti abbiamo deciso di creare un comitato per la creazione di tavoli tematici per affrontare i problemi della città. Si affronteranno temi che toccano la quota quotidiana dei cittadini. Noi vogliamo farci difensori degli interessi del territorio, del cittadino, delle aspettative di ogni cittadino di Alcamo”.

In concreto qual’è il primo punto del suo programma?
“Agricoltura e turismo. E’ un punto innovativo. Sono elementi necessari, che posso essere da volano per lo sviluppo del nostro territorio. E’ finita l’era in cui la Pubblica Amministrazione poteva dare risposte occupazionali. La risposta alla disoccupazione deve essere lo sviluppo. Il popolo alcamese è un popolo di lavoratori, intraprendente e quindi deve essere messo nelle condizioni di poter esprimere al meglio queste caratteristiche. Naturalmente oltre questo ci saranno problematiche che dovranno essere affrontate una ad una come il Piano Regolatore, rispetto dell’ambiente; in quest’ambito non posso tollerare come cittadino di Alcamo che la montagna di Alcamo sia stata aggredita e quindi dobbiamo dare una risposta di uno sviluppo più armonico della nostra edilizia che non può andare da altitudini basse ad altitudini alte, abbiamo tanti altri territorio in cui si può sviluppare la città di Alcamo. Io mi immagino un Piano Regolatore della Città del Vino. Non è possibile che sorgono opifici che sono un pugno in un occhio. Ci dobbiamo abituare alla cultura del bello che sia da volano per lo sviluppo del nostro territorio. Chi viene a visitare il territorio di Alcamo deve rimaner affascinato dall’ordine, dalla pulizia e dalle bellezze che riusciremo a restaurare, ci sono molti bagli ristrutturabili. Dobbiamo avere più cura del nostro territorio, nonostante l’eccellenza nel campo della differenziabile, nelle campagne e nelle periferie troviamo delle vere e proprie discariche, come denunciatori da alcuni imprenditori.

Propositi eccellenti, ma praticamente queste cose hanno bisogno di esser supportate da investimenti ingenti, dove reperirli specialmente in un periodo di crisi economica?
“Risparmio di molte attività di servizi vengono svolti da parte del comune, ma anche da una nuova logica, cioè dare servizi creando una rete tra i comuni vicini dando gli stessi servizi a minor costo. E’ un recupero di risorse che devono essere utilizzate per investimenti sullo sviluppo. Altro punto importante è che il comune deve partecipare alla programmazione comunitaria che porta investimenti e questi devo essere mirati. Purtroppo Alcamo è scomparso da questa rete regionale, nazionale e comunitaria”.

Visto il ruolo importante della Regione nel campo dei finanziamenti europei e visto che essa risulta un “mostro” burocratico, come arrivare ai finanziamenti europei?
“Il fondo per lo sviluppo del lavoro, rurale e per le infrastrutture sono di competenza regionale. Il segreto è presentare buoni progetti, quindi bisogna investire nel capitale umano, tante intelligenze ci sono nel territorio alcamese e nella Pubblica Amministrazione di Alcamo. Una “squadra” che va bene non è tanto il Sindaco perché è bravo, ma perché l’intera “squadra” lavora per arrivare all’obiettivo. L’Amministrazione deve essere collaborata da risorse umane che sappiano recepire le direttive, così che i progetti vengano approvati, finanziati e vengano interconnessi in un sistema che è quello della funzionalità. Spesso abbiamo una mentalità ingegneristica: costruiamo e poi si vede. Invece dobbiamo avere una mentalità funzionale, cioè costruire una cosa che serve per lo sviluppo del nostro paese. per far ciò c’è bisogno chi difende questi interessi e chi si interconnette col sistema Regione, Italia e Europa. Abbiamo grandi opportunità: la banda larga, finanziamenti ad iosa. la banda larga è un’importante infrastruttura, ci sono opifici che non si trovano nelle aree artigianali o industriali che mancano di infrastrutture e mancano gli elementi basilari, certe volte hanno problemi con i telefoni. Queste infrastrutture possono essere intercettate mediante i finanziamenti europei, ci sono e sono ingenti. Non possiamo far “passare il treno” e non stare nel vagone principale”.

E questo si può fare bypassando la Regione? Perché il problema è la burocrazia e di burocrazia si “muore”?
“Noi abbiamo bisogno di un Comune che non faccia a pugni con il cittadino, ma uno che accompagni il cittadino e chieda cosa ha bisogno. Il Sistema deve far si che cittadino, imprenditore e amministrazione pubblica non si guardino in cagnesco. Il Comune attraverso la burocrazia deve dimostrare che non è il nemico. Questa è la sfida”.

Il PD attraversa una crisi di credibilità, come riconquistare il cittadino?
“La mia candidatura è diversa dal passato principalmente nel metodo, è un nuovo modo di gestire il partito. Questo metodo deve esser portato anche nel Comune. Bisogna agire con questa direttiva: Meritocrazia, non l’amico dell’Assessore, del consigliere o del Sindaco. Non possiamo permettere che questo territorio veda andar via molti giovani. Una risposta meritocratica contro quella clientelare. Quest’ultima non è mai stata nel mio DNA. Nel passato non c’è stata una gestione idonea”.

Lei però è stato in passato Segretario del PD, non ha visto questa degenerazione?
“Le lotte si fanno anche dall’interno. Io non ero in maggioranza. Le lotte si fanno civilmente. Io da anni  non faccio vita politica, perché non vedevo un quadro adatto al mio modo di far politica”.

Lei ha partecipato all’Amministrazione con Ferrara Sindaco.
“Io sono molto orgoglioso di quella esperienza positiva, lì è nato il progetto Alcamo Doc, non rinnego il passato e sono molto fiducioso per il futuro. Ci troviamo circa nel 2000 e ancora oggi molti territori si rifanno a quelle linee date in quel momento. Io voglio riprendere quei ragionamenti”.

Lei allora è d’accordo che dopo il secondo mandato Ferrara è iniziata una “politica politicante”?
“Io penso che il potere è legato al poter fare, poter dire, poter costruire… E’ da organizzare con metodi nuovi, che siano metodi democratici, condivisi e che rilancino la nostra città. Alcamo ha bisogno non di io ma di noi. Così possiamo risollevare Alcamo”.

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3 Commenti
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  1. Caro Sig. Cusumano, io non credo che lei sia la persona giusta per diventare sindaco di Alcamo poiché lei rappresenta la vecchia politica del PD che, soprattutto negli ultimi anni, ha arrecato solo danno agli alcamesi, non racconti la favola del “voler fare” “non al clientelismo” perché lei e tutta la classe politica che rappresenta avete fatto il contrario fino ad ora, non vedo cosa lei possa fare dal momento che lei non si è mai distinto per nulla, il politico non è un mestiere, dopo tutto questo tempo in politica torni a lavorare onestamente, faccia posto a nuovi e veri talenti…non si candidi: Alcamo la ringrazierà!

  2. Il Signor G. scrive:

    10 DOMANDE AL CANDIDATO
    Gent.mo Signor Candidato Sindaco, considerato che il “giornalista” Eros Bonomo Le ha fatto una pseudo intervista nello stile di Barbara D’Urso, potrebbe rispondere alle seguenti domande nello stile di Giuseppe D’Avanzo?
    1) Qual è stato il suo travaglio politico che lo ha portato da soggetto “vicino” a Cuffaro (all’epoca Assessore all’Agricoltura) a partecipare alla Giunta di Massimo Ferrara?
    2) Da chi è stato proposto in quella Giunta come assessore?
    3) E’ vero che già alla fine del secondo mandato di Massimo Ferrara Lei si voleva candidare a Sindaco di Alcamo?
    4) C’è stata conflittualità con Giacomo Scala, anche lui assessore uscente e candidato sindaco dopo Ferrara?
    5) Quali sono stati i suoi rapporti con il Senatore Papania?
    6) Perché secondo Lei il Senatore Papania lo ha fortemente voluto Segretario del PD alcamese?
    7) Chi sosteneva alle primarie per la scelta del segretario del PD fra Renzi e Bersani?
    8) Dopo la dichiarata “impresentabilità” del Senatore Papania, che per linearità politica è sempre stato molto coerente, Lei invece su quale sponda politica è approdato?
    9) Ha mai pensato di transitare fra i “renziani”?
    10) E’ vero che in questa fase Lei si è “avvicinato” all’attuale Assessore all’Agricoltura Cracolici chiudendo così il cerchio iniziato con Cuffaro?
    Restiamo in attesa delle sue risposte … in modo d chiarire il suo percorso politico che lo ha portato a presentare “timidamente” la sua candidatura.

  3. Alcamonuova scrive:

    Quando si pongono delle domande è come minimo correttezza, cortesia, EDUCAZIONE sapere e conoscere l’intercolutore.
    Sono sicuro si tratti di un M5S.
    Sono qualità e regole democratiche che disconoscono.

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