Vallone: “Un progetto di municipalismo lontano dalle logiche partitiche”

Pubblicato: domenica, 28 febbraio 2016
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Antonino ValloneALCAMO. Abbiamo incontrato Antonino Vallone, insegnante e attuale candidato a sindaco di “Progetto Alcamo”, in corsa per le amministrative della prossima primavera ad Alcamo.

Ci parli di “Progetto Alcamo”, di cosa si tratta?

Progetto Alcamo nasce dalla profonda fiducia in Alcamo e negli Alcamesi che hanno la capacità di ingegnarsi e fare impresa così come è riconosciuto in tutto il circondario. Questa fiducia ci ha portato a pensare di ripartire dal valorizzare quello che già esiste e riqualificarlo per renderlo valore e monetizzazione piuttosto che degrado e lamentela. Pensiamo ad un rilancio economico e abbiamo idee in cantiere che a poco a poco presenteremo alla cittadinanza per far comprendere il punto di vista del nostro pensiero. Tra i primi punti per noi stanno il welfare il turismo, davvero nell’ottica della valorizzazione dell’esistente magari attraverso collaborazioni di associazioni dei paesi limitrofi che si occupano di rievocazioni, di storia.

Non sognamo di prendere la luna ma di fare delle cose reali ad Alcamo, è per questo che non parleremo ad esempio di fare un nuovo ospedale ad Alcamo.

Dunque investimenti mirati ma non esorbitanti ci pare di capire…

Si, investimenti sensati volti a sistemare la questione viabilità e a promuovere il turismo attraverso l’esaltazione delle bellezze e dell’enogastronomia siciliana ed alcamese in particolare. Turismo va di pari passo con artigianato ed agricoltura, ad Alcamo esistono diverse realtà biologiche e comunque è un territorio vocato all’agricoltura, parlare di turismo significa mettere in vetrina questo, permettere ad artigiani ed agricoltori di poter essere sul mercato, rintracciabili da chi passa da Alcamo e rimane soddisfatto dei suoi prodotti. La politica deve tornare ad essere agevolatore della società.

Parliamo di questioni spinose, ad Alcamo il personale del comune è un argomento che ogni sindaco deve tenere in considerazione, lei che ne pensa?

Stiamo studiando e i dati ci parlano, come è già noto, di numeri alti, i più alti in Sicilia, con un costo medio di 350 euro per cittadino all’anno. Nostro obiettivo è rispettare la dignità dei lavoratori e dei cittadini al tempo stesso. Non è accettabile che alcune strutture rimangano chiuse e non fruibili per mancanza di personale, come lo stadio Sant’Ippolito o la biblioteca nel weekend, stiamo parlando di una richiesta di turn-over che non lede nessuna ma che permetterebbe ad Alcamo di essere una città più aperta, più accessibile.

Stiamo pensando anche all’automatizzazione del parcheggio di piazza Bagolino per tenerlo aperto 24 ore su 24, imprescindibile passo per la chiusura del centro storico. Il personale è un bene da salvaguardare nella duplice importanza di dare lavoro e servizi.

Su Alcamo Marina state pensando pure ad un programma?

Siamo in una fase di programma partecipato, anzi colgo l’occasione di lanciare un appello a quanti vogliono partecipare a mandare sia in forma privata che pubblica le proprie idee attraverso la pagina Facebook che abbiamo appositamente creato, poichè siamo ben contenti di sentire più persone.

Su Alcamo Marina stiamo mettendo al vaglio varie idee ma fatto presente che ci sono necessità come la rete idrica e fognaria, opere di primaria urbanizzazione, che sono completamente assenti e su cui va visto un margine di investimento attraverso i fondi reperibili sia a livello nazionale che europeo. Anche ad Alcamo Marina si può pensare ad un piano di valorizzazione dell’esistente, e il valore di questo luogo è senza dubbio la spiaggia su cui i progetti di Front Water ci sembrano essere una soluzione interesante.

Perchè le persone dovrebbero votare “Progetto Alcamo”, in cosa si differenzia da altri partiti o movimenti?

Non siamo professionisti della poltica, ci rivolgiamo soprattutto alle associazioni, a chi fa volontariato, alle persone che si occupano giornalmente di questioni e pertanto le conoscono e vogliono spendersi dicendo la propria. La differenza tra noi e i professionisti della poltica è che siamo persone che hanno un proprio lavoro, che vogliono spendere le proprie competenze come servizio e non come modo per accaparrarsi poltrone. Non abbiamo partiti che dall’alto decidono le nostre alleanze, siamo in stretto rapporto direttamente con i cittadini e a loro intendiamo rispondere. Parliamo di municipalismo e di un impegno a impegnarsi come cittadini non come partiti poichè la gente è stanca come lo era nel 93 il giorno dopo Mani Pulite, quando la necessità era quella di tornare alle basi.

Cosa si aspetta da questa campagna elettorale?

Mi auguro soprattutto una campagna elettorale serena, che sia finita la campagna dei veleni. Pensiamo a progetto Alcamo come a qualcosa che duri nel tempo. Siamo aperti alle proposte ma fermi nella scelta di non dipendere dall’alto. Lo stesso Massimo Ferrara, presente alla nostra presentazione per la lunga amicizia che ci lega nel tempo, è stato presente a titolo personale ma sicuramente ha compreso l’esigenza di aprirsi alle realtà civiche, che nel suo caso furono le reali forze che gli permisero di divenire sindaco la prima volta.

 

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