RAGAZZI, ATTENTI ALLA MARIJUANA!

Pubblicato: domenica, 14 febbraio 2016
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marijuana“Che sballo, é buonissima!” “Questa erba ti lascia un effetto prolungato per tutta la giornata!” “Ieri sera ne ho provata una mortale!” Classiche affermazioni che vengono fatte quando si prova l’effetto della marijuana. La marijuana ti rilassa, ti fa sentire leggero, ti svuota la mente, ti disinibisce, parli di più, ridi di più, sei più simpatico, sei più menefreghista, non pensi più a nulla. Tutto vero. Peccato che ci sono anche altri effetti così dannosi che poi dovrai piangerti per tutta la vita. Chi da adolescente fa un uso costante, come tanti, può rimanere vittima degli effetti della marijuana anche nel brevissimo periodo, cominciando ad accusare persino fenomeni psicotici e paranoici (per intenderci, sentirsi perseguitati o sentire le voci), ovvero ad andare incontro a fenomeni di depersonalizzazione (non sentirsi più dentro se stessi) o derealizzazione (fenomeni dispercettivi della realtà, ad esempio, essere convinti che i palazzi nella strada stiano per crollare addosso da un momento all’altro). Aimè, questa non è mera teoria. Cari ragazzi, il sottoscritto è stato svariate volte testimone di crolli psicotici conseguenti al consumo di marijuana, avvenuti su vostri coetanei, quelli che poi voi chiamate “bruciati” o “scioccati”. Osservare queste scene è uno strazio, così come può esserlo un ricovero in reparti psichiatrici e poi osservare il giovane fare uso di potenti psicofarmaci, anche per lungo tempo. Non parliamo poi della famiglia di un giovane che incappa in questo triste destino. Madri disperate, affrante dal dolore, padri colpiti da laceranti sensi di colpa per non essersi accorti prima della situazione del figlio. Sapete dove sta la beffa? Si che lo sapete! La beffa sta nell’incoraggiare il proprio figlio a ritornare a scuola dopo il ricovero, sotto psicofarmaci, e vederselo preso in giro da tanti (magari non tutti) compagni di classe o d’istituto. Conoscete benissimo quali sono gli effetti a lungo termine del consumo di marijuana, non c’è bisogno di andare a scomodare gli scienziati. Disturbi della memoria, della concentrazione e dell’attenzione, discontrollo degli impulsi. Forse, quello che non sapete è che questi sintomi sono irreversibili, in quanto, visto che il vostro sistema nervoso è ancora in formazione (e lo sarà fino a circa 23 anni e poi la sua evoluzione continuerà per tutta la vita), ricevendo in dono il THC della marijuana che fumate, altera il processo di crescita e subisce addirittura una involuzione. Così, le sensazioni piacevoli della marijuana che provate nell’immediato quando “fumate”, non sono altro che il sintomo che il vostro cervello sta andando in sofferenza. Anzi, più vi sembra “buona”, più il vostro cervello sta soffrendo. Sapete un’altra cosa? Si che la sapete! C’è una buona notizia. Lo sballo si può provare in mille altre cose della vita che non siano tossiche e che ci legano agli infiniti doni già presenti nella vita stessa, ma anche in questo non ho nulla da insegnarvi, anzi, se ben ci riflettete, potreste essere proprio voi ad insegnare molte cose a noi adulti i quali, molto spesso, a nostra volta, siamo scioccamente dipendenti da troppe stupidaggini che ci allontanano da voi…

Fabio Settipani
Psicologo – Psicoterapeuta

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2 Commenti
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  1. Maurizio scrive:

    Gentile Sig. Settipani,
    Mi chiamo Maurizio, ho 30 anni, sono laureato in Scienze Biologiche e sono un consumatore abituale di marijuana. Ho iniziato in età adolescenziale e sino ad oggi sono sicuro di non di aver riscontrato nessuno degli effetti, né tantomeno nessuna delle conseguenze a lungo termine enfatizzate nel suo articolo, altrimenti non credo sarei riuscito a laurearmi in un campo non facile come la biologia. Le dirò di più, non ho riscontrato nulla io, né tantomeno nessuna delle moltissime persone che conosco al pari del mio consumo (anche over 50), e ad oggi nessuno dei casi da lei menzionati è noto alla stampa, al contrario degli effetti letali dall’abuso di alcool e sigarette.
    Tralasciando il fatto che sempre più stati nel mondo stanno via via rivedendo le loro posizioni in merito alla depenalizzazione e alla legalizzazione della cannabis a fronte di un incremento del PIL non poco indifferente (una tra le tante motivazioni), trovo il suo articolo a tratti ironico, a tratti ipocrita, scritto quasi con l’intenzione di disinformare il lettore, poiché paradossalmente, e come lei sicuramente saprà, molte delle patologie psico-fisiche da lei descritte ad oggi vengono curate proprio tramite l’uso della marijuana a scopo terapeutico.
    Invito Lei e tutti i lettori a leggere un’interessante articolo uscito proprio ieri sull’Huffingtonpost, in cui viene spiegato il perchè storico della messa al bando della marijuana (tralasciando per un attimo i motivi economici a favore delle industrie del sintetico, ed il fatto che la sua messa al bando ha comportato il finanziamento ininterrotto della criminalità organizzata), e di cui voglio citarne due pezzi:

    “…L’ex consigliere capo in materia di droga per il governo britannico, David Nutt, spiega che se la cannabis provocasse psicosi in maniera palese, allora sarebbe molto facile dimostrarlo.”
    E aggiungo che se fosse così, sarei il primo a non vedere nulla di sbagliato nella sua messa al bando.

    E ancora:
    “…in Gran Bretagna, il consumo di cannabis è aumentato del quaranta percento a partire dagli anni sessanta, mentre i tassi di psicosi sono rimasti stabili.
    In realtà, le prove scientifiche dimostrano che la cannabis è più sicura dell’alcool. Se ogni anno negli Stati Uniti l’alcool provoca quarantamila vittime, la cannabis nessuna, anche se Willie Nelson sostiene che un suo amico sia morto a causa di una balla di cannabis cadutagli sulla testa.”

    Potete trovare l’articolo completo a questo link:

    http://www.huffingtonpost.it/the-influence/perche-la-marijuana-e-vietata_b_9226738.html?ref=fbpr

    Concludo che, ognuno è libero di avere opinioni differenti e contrastanti sugli stessi temi, ma è fondamentale l’analisi razionale e logica di ogni questione trattata, per cui trovo che questo tema sia al pari a quello delle unioni civili, dove il diritto alla persona che non lede quello di un’altra, non debba essere calpestato solo per futili pregiudizi alimentati dalle discriminazioni sociali.

    Saluti
    Maurizio

  2. Francesco scrive:

    Sarebbe interessante sapere dove ha studiato ed a quando risale il suo ultimo aggiornamento in materia.
    Li scomodi gli scienziati, si faccia un favore.

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