Inchiesta voto di scambio ad Alcamo: secondo gli avvocati non ci sarebbero prove sufficienti

Pubblicato: venerdì, 29 gennaio 2016
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tribunaleSono stati sentiti ieri mattina, dal giudice del Tribunale di Trapani, Lucia Fontana, i legali dei sette alcamesi imputati al processo per associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio. Tra i banchi delle aule giudiziarie è finito l’ex Senatore Nino Papania, il suo collaboratore Massimiliano Ciccia, il consigliere comunale Antonio Nicolosi, l’operaio Giuseppe Bambina, l’agricoltore Filippo Renda, il geometra Giuseppe Galbo e il pensionato Giuseppe Milana. Di questi solo Nicolosi e Milana, assistiti dall’avv. Vito Di Graziano, hanno scelto di celebrare il processo tramite il rito ordinario, mentre i restanti hanno scelto il rito abbreviato.

Nel corso dell’udienza di ieri tutti i legali degli imputati hanno chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Ad eccezione dei legali di Nicolosi e Milana che per via del processo ordinario hanno chiesto al giudice il non luogo a procedere.

Nella tesi difensiva del’avv. Antonino Gucciardo, dopo aver messo in luce che nel fascicolo molti atti non risultano attinenti al processo, si evidenzia come ci sia una carenza di riscontri probatori per ciò che concerne lo scambio di derrate alimentari in cambio di voti. Tesi confermata dall’Avv. Ernesto Leone che, oltre a confermare la carenza dei riscontri probatori, sottolinea come non ci sia corrispondenza tra capi d’accusa e atti d’accusa. Tra l’altro, proprio il legale, nella sua arringa, riporta come nel mese di gennaio l’attività di controllo mediante intercettazioni nell’aree del patronato INPAS abbiano dato esito negativi.

Il legale Lo Presti nella difensiva del suo assistito, Giuseppe Galbo, ha motivato l’assoluzione, in quanto non risulta a suo parere coinvolto nella vicenda. A seguire c’è stato un lungo intervento dell’avv. Di Graziano. Quest’ultimo ha effettuato un parallelo tra i voti ottenuti da Nicolosi alle comunali e quelli alle regionale. Per Di Graziano, se questo sistema di voto di scambio fosse realmente in piedi non sarebbe chiaro il perchè Nicolosi prima ha raggiunto un certo sostegno elettorale e successivamente no.

In sostanza per gli avvocati degli imputati tutte le ipotesi investigative non sono riscontrate, e non esiste nessuna prova che sia stata consegnata pasta o denaro in cambio di voto.

Nella prossima udienza, verranno sentiti gli altri avvocati, e si attende una probabile risposta del pm. Il prossimo appuntamento è previsto per il 4 Febbraio del 2016.

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